Zebra di Grévy
Equus grevyi

— Da dove viene il nome
Equus è il latino per cavallo. L’epiteto ricorda Jules Grévy, presidente della Repubblica francese, che nel 1882 ricevette in dono uno di questi animali dal negus d’Abissinia: la specie porta dunque il nome di un uomo politico che non la vide mai in natura. Zebra, invece, sarebbe dal portoghese antico zevra, «asino selvatico», parola usata nella penisola iberica prima che l’Africa la riempisse di strisce.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Perissodattili
- Habitat
- Semideserto cespugliato, praterie aride
- Areale
- Kenya settentrionale ed Etiopia meridionale
- Dimensioni
- 250–300 cm di lunghezza, 350–450 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe dure e fibrose che altri erbivori rifiutano
- Longevità
- 20–25 anni
— Caratteristiche
- 01
È la più grande fra le zebre e ha strisce molto più strette e fitte delle altre specie.
- 02
Le orecchie sono larghe e arrotondate, quasi da mulo, e il ventre resta bianco senza strisce.
- 03
Non forma gruppi familiari stabili: le associazioni si sciolgono e si ricompongono di continuo.
— Particolarità
A che servano le strisce si è discusso per un secolo e mezzo: mimetismo, riconoscimento individuale, raffreddamento. Gli esperimenti degli ultimi anni indicano un colpevole molto più piccolo dei leoni — i tafani. I dittèri ematofagi atterrano molto meno sulle superfici a strisce strette, e coprendo un cavallo con una gualdrappa zebrata le punture crollano. Nelle zone dove quegli insetti trasmettono malattie mortali, l’animale più elegante della savana è vestito da un repellente.

