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Arca

Zebra di Grévy

Equus grevyi

Stato di conservazione IUCN: In pericolo· EN
Zebra di Grévy (Equus grevyi)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Equus è il latino per cavallo. L’epiteto ricorda Jules Grévy, presidente della Repubblica francese, che nel 1882 ricevette in dono uno di questi animali dal negus d’Abissinia: la specie porta dunque il nome di un uomo politico che non la vide mai in natura. Zebra, invece, sarebbe dal portoghese antico zevra, «asino selvatico», parola usata nella penisola iberica prima che l’Africa la riempisse di strisce.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Perissodattili
Habitat
Semideserto cespugliato, praterie aride
Areale
Kenya settentrionale ed Etiopia meridionale
Dimensioni
250–300 cm di lunghezza, 350–450 kg
Dieta
Erbivoro — erbe dure e fibrose che altri erbivori rifiutano
Longevità
20–25 anni

Caratteristiche

  • 01

    È la più grande fra le zebre e ha strisce molto più strette e fitte delle altre specie.

  • 02

    Le orecchie sono larghe e arrotondate, quasi da mulo, e il ventre resta bianco senza strisce.

  • 03

    Non forma gruppi familiari stabili: le associazioni si sciolgono e si ricompongono di continuo.

Particolarità

A che servano le strisce si è discusso per un secolo e mezzo: mimetismo, riconoscimento individuale, raffreddamento. Gli esperimenti degli ultimi anni indicano un colpevole molto più piccolo dei leoni — i tafani. I dittèri ematofagi atterrano molto meno sulle superfici a strisce strette, e coprendo un cavallo con una gualdrappa zebrata le punture crollano. Nelle zone dove quegli insetti trasmettono malattie mortali, l’animale più elegante della savana è vestito da un repellente.

Prossima specie

Quokka

Setonix brachyurus