Vespa comune
Vespula vulgaris

— Da dove viene il nome
Vespula è il diminutivo di vespa, e vulgaris dice che è quella che si incontra dappertutto. La parola latina vespa risale a una radice indoeuropea che significa «tessere» — la stessa che sta dietro all’inglese weave e al tedesco Wespe — e non allude al pungiglione ma al nido: una costruzione di carta intessuta fibra su fibra, che è la vera invenzione di questi animali.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Imenotteri
- Habitat
- Nidi sotterranei o in cavità: tane abbandonate, cassonetti, sottotetti
- Areale
- Europa e Asia; introdotta in Nuova Zelanda e Australia
- Dimensioni
- Operaia 12–17 mm, regina fino a 20 mm
- Dieta
- Insetti e carne per le larve; zuccheri e frutta per gli adulti
- Longevità
- La colonia una stagione; solo le regine svernano
— Caratteristiche
- 01
Costruisce il nido con legno masticato e saliva: carta, di fatto.
- 02
Il pungiglione è liscio e può essere usato molte volte di seguito.
- 03
La colonia arriva a diecimila individui e muore in autunno.
— Particolarità
Le vespe hanno inventato la carta millenni prima dei cinesi: raschiano il legno con le mandibole, lo impastano con la saliva e ne ricavano una pasta di fibre di cellulosa che stesa e asciugata è carta a tutti gli effetti — un materiale leggero, rigido e isolante. Il nido va costruito daccapo ogni anno, perché in autunno muore tutto: le operaie, i maschi, la regina fondatrice. Sopravvivono soltanto le giovani regine fecondate, che passano l’inverno rannicchiate in una fessura e in primavera ricominciano da sole, costruendo le prime celle e allevando le prime operaie senza aiuto.

