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Arca

Vespa comune

Vespula vulgaris

Stato di conservazione IUCN: Non valutata· NE
Vespa comune (Vespula vulgaris)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Vespula è il diminutivo di vespa, e vulgaris dice che è quella che si incontra dappertutto. La parola latina vespa risale a una radice indoeuropea che significa «tessere» — la stessa che sta dietro all’inglese weave e al tedesco Wespe — e non allude al pungiglione ma al nido: una costruzione di carta intessuta fibra su fibra, che è la vera invenzione di questi animali.

Scheda

Gruppo
Insetti · Insecta
Ordine
Imenotteri
Habitat
Nidi sotterranei o in cavità: tane abbandonate, cassonetti, sottotetti
Areale
Europa e Asia; introdotta in Nuova Zelanda e Australia
Dimensioni
Operaia 12–17 mm, regina fino a 20 mm
Dieta
Insetti e carne per le larve; zuccheri e frutta per gli adulti
Longevità
La colonia una stagione; solo le regine svernano

Caratteristiche

  • 01

    Costruisce il nido con legno masticato e saliva: carta, di fatto.

  • 02

    Il pungiglione è liscio e può essere usato molte volte di seguito.

  • 03

    La colonia arriva a diecimila individui e muore in autunno.

Particolarità

Le vespe hanno inventato la carta millenni prima dei cinesi: raschiano il legno con le mandibole, lo impastano con la saliva e ne ricavano una pasta di fibre di cellulosa che stesa e asciugata è carta a tutti gli effetti — un materiale leggero, rigido e isolante. Il nido va costruito daccapo ogni anno, perché in autunno muore tutto: le operaie, i maschi, la regina fondatrice. Sopravvivono soltanto le giovani regine fecondate, che passano l’inverno rannicchiate in una fessura e in primavera ricominciano da sole, costruendo le prime celle e allevando le prime operaie senza aiuto.

Prossima specie

Calabrone gigante asiatico

Vespa mandarinia