Vedova domenicana
Vidua macroura

— Da dove viene il nome
Vidua in latino vuol dire «vedova», e dietro c’è un equivoco. Il nome inglese whydah viene da Ouidah, un porto dell’attuale Benin da cui questi uccelli arrivavano in Europa, ma la somiglianza con widow, «vedova», e con le penne nere della coda simili a un velo da lutto, fece il resto. Macroura è greco, «coda lunga»; «domenicana» si riferisce all’abito bianco e nero dei frati domenicani.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Savane, praterie, giardini e campi
- Areale
- Africa subsahariana; introdotta a Porto Rico e in California
- Dimensioni
- Maschio in abito nuziale fino a 30 cm con la coda, femmina 12 cm; 12–19 g
- Dieta
- Semi di erbe
- Longevità
- Pochi anni
— Caratteristiche
- 01
In primavera il maschio sviluppa una coda nera lunga il doppio del corpo.
- 02
Il maschio si esibisce librandosi sopra la femmina con la coda che ondeggia.
- 03
Non costruisce nidi e non cova le proprie uova.
— Particolarità
È un parassita di cova, ma molto più discreto del cuculo. La femmina depone le uova nei nidi di piccoli estrildidi, soprattutto dell’astrilde comune, e il pulcino non elimina i fratellastri: cresce insieme a loro. Per farsi nutrire deve però passare per uno di loro, e ci riesce in modo sorprendente: l’interno della sua bocca ha le stesse macchie e gli stessi colori di quella dei piccoli dell’ospite, che i genitori usano per riconoscere i propri figli. I genitori adottivi imboccano senza accorgersi dell’intruso.

