Vampiro degli abissi
Vampyroteuthis infernalis

— Da dove viene il nome
Vampyroteuthis infernalis significa «calamaro vampiro degli inferi», e non c’è modo di renderlo meno teatrale di così. Carl Chun lo battezzò nel 1903 guardando un esemplare nero, con la membrana fra le braccia aperta come un mantello e gli occhi rossi: sembrava un vampiro in miniatura. È un nome che ha condannato l’animale a una reputazione sbagliata, perché non succhia niente e non caccia nessuno.
— Scheda
- Gruppo
- Molluschi · Mollusca
- Ordine
- Vampiromorfi
- Habitat
- Zona di minimo ossigeno, fra 600 e 1.200 metri
- Areale
- Tutti gli oceani temperati e tropicali
- Dimensioni
- Fino a 30 cm
- Dieta
- Neve marina: detrito, spoglie e escrementi che scendono dall’alto
- Longevità
- 8 anni o più
— Caratteristiche
- 01
Non è né polpo né calamaro: è l’unico superstite di un ordine a sé.
- 02
Respira in acque con l’ossigeno al 3% della saturazione.
- 03
Si difende rovesciandosi il mantello sopra la testa, come un ombrello chiuso.
— Particolarità
Mangia la polvere che cade. Per un secolo lo si è creduto un predatore, e invece dispiega due filamenti sottilissimi lunghi otto volte il corpo e li usa come lenze passive per raccogliere la neve marina — resti di plancton, gusci, escrementi che scendono lentamente dalla superficie — impastandola col muco in bocconcini. È l’unico cefalopode conosciuto che non caccia nulla di vivo. Vive nella zona di minimo ossigeno, una fascia dove quasi nessun animale attivo resiste, e ci riesce con un metabolismo bassissimo, un sangue straordinariamente avido di ossigeno e un corpo gelatinoso quasi privo di muscoli.

