Usignolo
Luscinia megarhynchos

— Da dove viene il nome
Luscinia è il nome latino dell’usignolo; megarhynchos è greco e vuol dire «dal becco grande», che è il dettaglio meno interessante di questo animale. Il nome italiano viene dal latino lusciniolus, il diminutivo affettuoso. In greco l’usignolo era Filomela, la principessa a cui fu tagliata la lingua e che gli dèi trasformarono in uccello perché potesse raccontare lo stesso: il canto più bello del bosco nasce, nel mito, da un silenzio imposto.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Boscaglie fitte, siepi, sottobosco umido, macchia
- Areale
- Europa meridionale e centrale, Asia occidentale; sverna in Africa
- Dimensioni
- 15–17 cm, apertura alare 23–26 cm, 18–27 g
- Dieta
- Insetti, larve, lombrichi, bacche in autunno
- Longevità
- 3 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
È un uccello bruno e insignificante: non lo si vede quasi mai.
- 02
Canta di notte solo finché è scapolo; appena si accoppia smette.
- 03
Torna ogni anno allo stesso cespuglio dopo cinquemila chilometri.
— Particolarità
Il repertorio di un maschio adulto contiene fra i centottanta e i duecentocinquanta motivi diversi, e le femmine li contano. Il canto notturno serve a intercettare le femmine che migrano di notte e passano sopra il bosco: chi ha il repertorio più ampio ha più probabilità di farne scendere una. Berlino ospita una delle popolazioni urbane più dense d’Europa e da anni migliaia di cittadini registrano gli usignoli con il telefono per un progetto scientifico: il canto più antico della letteratura europea è finito dentro un archivio digitale fatto di gente che si alza alle tre.

