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Arca

Uistitì comune

Callithrix jacchus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Uistitì comune (Callithrix jacchus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Callithrix è greco elegante: kallos, «bellezza», e thríx, «pelo» — il bel pelo, per i ciuffi bianchi che incorniciano le orecchie. Jacchus è invece un epiteto di Bacco nei misteri eleusini, uno di quei nomi mitologici che Linneo distribuiva senza troppa spiegazione. Uistitì è onomatopeico e viene dal tupi del Brasile: riproduce il richiamo acuto e ripetuto dell’animale.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Primati
Habitat
Foreste secche della caatinga, macchia costiera, parchi urbani
Areale
Brasile nordorientale; introdotto a Rio de Janeiro e in altre città
Dimensioni
18–22 cm di lunghezza più 30 di coda, 300–400 g
Dieta
Onnivoro — gomma degli alberi, insetti, frutti, piccoli vertebrati
Longevità
12–16 anni

Caratteristiche

  • 01

    Ha incisivi a scalpello con cui incide la corteccia per far colare la gomma di cui si nutre.

  • 02

    Partorisce quasi sempre gemelli, e il padre e i figli maggiori li portano in spalla quasi sempre.

  • 03

    Ha artigli al posto delle unghie su quasi tutte le dita, per aggrapparsi ai tronchi verticali.

Particolarità

I gemelli si scambiano cellule staminali nell’utero attraverso una placenta condivisa, e nascono chimere: ogni individuo porta nel sangue e in altri tessuti cellule geneticamente del fratello. Ne consegue una stranezza — un uistitì può trasmettere ai propri figli il patrimonio genetico del gemello anziché il proprio. Nelle cure parentali, dove tutti allevano tutti, questo rende la contabilità della parentela così intricata da aver costretto i biologi a riscrivere i modelli sull’altruismo in questa famiglia di primati.

Prossima specie

Tarsio delle Filippine

Carlito syrichta