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Arca

Tarsio delle Filippine

Carlito syrichta

Stato di conservazione IUCN: Quasi minacciata· NT
Tarsio delle Filippine (Carlito syrichta)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Il nome comune viene dal tarso, l’osso della caviglia: in questo animale i due ossi tarsali sono allungati a dismisura e trasformano la zampa in una molla. Il genere Carlito, istituito nel 2010, ricorda invece Carlito Pizarras, un filippino che da ragazzo cacciava tarsi per collezionisti e passò poi la vita a proteggerli. È uno dei rarissimi nomi scientifici dedicati non a un naturalista europeo ma a un custode locale.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Primati
Habitat
Sottobosco di foresta pluviale secondaria, macchia fitta e bambù
Areale
Filippine meridionali: Bohol, Samar, Leyte, Mindanao
Dimensioni
9–16 cm di lunghezza più 20–25 di coda, 80–160 g
Dieta
Insettivoro — insetti, ragni, piccoli vertebrati
Longevità
12–20 anni

Caratteristiche

  • 01

    Ogni occhio è grande quanto il suo cervello: il rapporto occhio-corpo più alto di tutti i mammiferi.

  • 02

    Non può muovere gli occhi nelle orbite e compensa ruotando la testa di quasi 180 gradi per lato.

  • 03

    Salta fino a cinque metri fra tronchi verticali, quaranta volte la propria lunghezza.

Particolarità

Comunica in una banda che nessun predatore delle Filippine può sentire. Nel 2012 alcuni ricercatori si accorsero che i tarsi aprivano la bocca senza emettere alcun suono udibile: registrandoli con strumenti adatti scoprirono richiami attorno ai 70 kHz, con picchi ben oltre l’udito umano, che si ferma a 20. È fra le voci più acute conosciute nei mammiferi terrestri, e per decenni gli osservatori avevano annotato che l’animale «sbadigliava» in silenzio: stava parlando, e nessuno lo sentiva.

Prossima specie

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