Tarsio delle Filippine
Carlito syrichta

— Da dove viene il nome
Il nome comune viene dal tarso, l’osso della caviglia: in questo animale i due ossi tarsali sono allungati a dismisura e trasformano la zampa in una molla. Il genere Carlito, istituito nel 2010, ricorda invece Carlito Pizarras, un filippino che da ragazzo cacciava tarsi per collezionisti e passò poi la vita a proteggerli. È uno dei rarissimi nomi scientifici dedicati non a un naturalista europeo ma a un custode locale.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Primati
- Habitat
- Sottobosco di foresta pluviale secondaria, macchia fitta e bambù
- Areale
- Filippine meridionali: Bohol, Samar, Leyte, Mindanao
- Dimensioni
- 9–16 cm di lunghezza più 20–25 di coda, 80–160 g
- Dieta
- Insettivoro — insetti, ragni, piccoli vertebrati
- Longevità
- 12–20 anni
— Caratteristiche
- 01
Ogni occhio è grande quanto il suo cervello: il rapporto occhio-corpo più alto di tutti i mammiferi.
- 02
Non può muovere gli occhi nelle orbite e compensa ruotando la testa di quasi 180 gradi per lato.
- 03
Salta fino a cinque metri fra tronchi verticali, quaranta volte la propria lunghezza.
— Particolarità
Comunica in una banda che nessun predatore delle Filippine può sentire. Nel 2012 alcuni ricercatori si accorsero che i tarsi aprivano la bocca senza emettere alcun suono udibile: registrandoli con strumenti adatti scoprirono richiami attorno ai 70 kHz, con picchi ben oltre l’udito umano, che si ferma a 20. È fra le voci più acute conosciute nei mammiferi terrestri, e per decenni gli osservatori avevano annotato che l’animale «sbadigliava» in silenzio: stava parlando, e nessuno lo sentiva.

