Delfino tursiope
Tursiops truncatus

— Da dove viene il nome
Tursiops mette insieme il latino tursio, nome di un cetaceo citato da Plinio, e il greco ṓps, «aspetto»: «dall’aria di tursio». Truncatus, «troncato», descrive il rostro corto e squadrato rispetto a quello affilato del delfino comune. È il delfino per antonomasia — quello di Flipper, degli acquari e di quasi tutte le immagini che abbiamo in testa quando diciamo delfino.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Cetacei
- Habitat
- Acque costiere temperate e tropicali, lagune, mare aperto
- Areale
- Tutti gli oceani tranne le acque polari; comune nel Mediterraneo e nei mari italiani
- Dimensioni
- 200–400 cm di lunghezza, 150–650 kg
- Dieta
- Carnivoro — pesci, cefalopodi, crostacei
- Longevità
- 40–50 anni, oltre 60 nelle femmine
— Caratteristiche
- 01
Dorme un emisfero cerebrale per volta, tenendo aperto l’occhio opposto: non perde mai del tutto coscienza.
- 02
Il melone frontale focalizza i clic dell’ecolocalizzazione e gli permette di «vedere» dentro la sabbia.
- 03
Diverse popolazioni usano spugne marine infilate sul rostro per frugare il fondale senza ferirsi.
— Particolarità
Ogni tursiope inventa da cucciolo un fischio personale e lo usa per tutta la vita come nome proprio: gli altri lo imitano per rivolgersi a lui, e una madre separata dal figlio ripete il fischio di lui, non il proprio. È la cosa più vicina a un nome che conosciamo fuori dal linguaggio umano — un’etichetta arbitraria, appresa, che identifica un individuo e viene usata da terzi per chiamarlo. La scoperta risale agli anni Sessanta, ma la prova sperimentale è arrivata solo nel 2013.

