Tuatara
Sphenodon punctatus

— Da dove viene il nome
Sphenodon, dal greco sphḗn (cuneo) e odoús (dente): “dente a cuneo”, per la dentatura fusa all’osso della mascella. Punctatus, punteggiato. “Tuatara” è parola māori: significa “picchi sul dorso”, la cresta di spine che percorre la schiena dell’animale. Il nome europeo descrive i denti; quello māori, la silhouette.
— Scheda
- Gruppo
- Rettili · Reptilia
- Ordine
- Rhynchocephalia
- Habitat
- Isole rocciose ventose, in tane spesso condivise con uccelli marini
- Areale
- Isolotti al largo della Nuova Zelanda
- Dimensioni
- 50–80 cm, 0,5–1,3 kg
- Dieta
- Carnivoro — insetti, lucertole, uova e pulcini di uccelli marini
- Longevità
- Oltre 100 anni
— Caratteristiche
- 01
Non è una lucertola: è l’ultimo superstite dei Rincocefali, un ordine fiorito 240 milioni di anni fa.
- 02
Resta attiva a temperature bassissime per un rettile, sotto gli 11 °C.
- 03
Cresce lentissimamente e continua a farlo per decenni.
— Particolarità
Sulla sommità del cranio la tuatara ha un terzo occhio: il parietale, con retina, cristallino e connessione nervosa, visibile nei piccoli appena nati come una macchia che poi si ricopre di squame. Non serve a vedere immagini, ma a misurare la luce — a regolare l’orologio interno e i ritmi stagionali. È un fossile vivente due volte: nell’ordine a cui appartiene, e nell’organo che ha conservato mentre quasi tutti i vertebrati lo perdevano.
