Tordo bottaccio
Turdus philomelos

— Da dove viene il nome
Philomelos in greco vuol dire «amante del canto», da philéō e mélos, la melodia: il nome allude a Filomela, la principessa trasformata in usignolo, ma applicato a un tordo diventa un complimento e basta. «Bottaccio» viene dal fatto che d’autunno si ingrassa di bacche fino a sembrare una botticella, ed è il nome che gli hanno dato i cacciatori.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Boschi, giardini, parchi, uliveti, siepi
- Areale
- Europa e Asia occidentale; sverna nel Mediterraneo
- Dimensioni
- 20–24 cm, apertura alare 33–36 cm, 50–107 g
- Dieta
- Lombrichi, chiocciole, insetti, bacche
- Longevità
- 3 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Il petto chiaro è coperto di macchie scure a forma di punta di freccia.
- 02
Ripete ogni frase del canto due o tre volte prima di passare alla successiva.
- 03
Migra di notte, e il richiamo di contatto si sente sopra le città.
— Particolarità
Ha un’incudine. Sceglie una pietra o una radice affiorante e ci torna sempre, tenendo la chiocciola per il bordo del guscio e sbattendola di lato finché non si apre; intorno al sasso si accumula un anello di frammenti che dice a chi passa che lì lavora un tordo. È uno dei pochi uccelli europei a usare un oggetto fisso come attrezzo, e nelle estati di siccità, quando i lombrichi scendono in profondità, è la differenza fra mangiare e no.

