Toporagno elefante dalle orecchie corte
Macroscelides proboscideus

— Da dove viene il nome
Macroscelides è greco, makrós, «lungo», e skélos, «gamba»: le zampe lunghe. Proboscideus è latino e rimanda alla proboscide, il musetto mobile che l’animale usa per frugare fra i sassi. Il nome italiano e quello inglese lo chiamano toporagno ed elefante insieme, e sbagliano su entrambi i fronti: oggi si preferisce chiamarlo sengi, parola bantu che non pretende di imparentarlo con nessuno.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Sengi
- Habitat
- Deserti e semideserti sabbiosi con arbusti radi
- Areale
- Africa australe: Namibia, Botswana e Sudafrica occidentale
- Dimensioni
- 9–12 cm di lunghezza più 10–14 di coda, 30–50 g
- Dieta
- Insettivoro — formiche, termiti, piccoli invertebrati
- Longevità
- 2–4 anni
— Caratteristiche
- 01
Costruisce e mantiene sgombri sentieri fissi fra i cespugli, che percorre a grande velocità in fuga.
- 02
Vive in coppie monogame che difendono un territorio comune ma passano la giornata separate.
- 03
La proboscide è mobile in ogni direzione e viene usata per sondare la sabbia in cerca di insetti.
— Particolarità
Per due secoli è stato classificato accanto ai toporagni, poi ai roditori, poi ai lagomorfi. Il DNA, negli anni Novanta, ha dato una risposta che nessuno si aspettava: appartiene agli Afroteri, il grande ceppo africano che comprende elefanti, oritteropi, iraci e lamantini. Quel «elefante» messo per scherzo nel nome, per via del musetto allungato, si è rivelato l’unica parte esatta della classificazione — un caso in cui una somiglianza superficiale indovinava una parentela vera di sessanta milioni di anni.

