Cane
Canis familiaris

— Da dove viene il nome
Canis è latino e risale alla radice indoeuropea *ḱwṓ, la stessa del greco kýōn, del sanscrito śvan e dell’inglese hound: una delle parole più antiche che possediamo, segno che l’animale era con noi già prima che quelle lingue si separassero. L’epiteto familiaris non descrive un corpo ma un rapporto — «della famiglia», della casa. È l’unica specie il cui nome scientifico dice dove vive: con noi.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Ovunque viva l’uomo, dal circolo polare ai deserti
- Areale
- Cosmopolita
- Dimensioni
- Da 15 cm e 1 kg del chihuahua a 80 cm e 90 kg del mastino
- Dieta
- Onnivoro con forte componente carnivora
- Longevità
- 10–15 anni, più a lungo nelle razze piccole
— Caratteristiche
- 01
Ha circa 220 milioni di recettori olfattivi contro i 5 milioni dell’uomo, e una porzione di cervello dedicata all’olfatto quaranta volte più grande.
- 02
È l’unica specie che segue spontaneamente il dito puntato di un essere umano, cosa che gli scimpanzé non fanno.
- 03
Nessun’altra specie domestica presenta una simile variabilità di forma: fra le razze il peso varia di novanta volte.
— Particolarità
La domesticazione del cane precede l’agricoltura, la ceramica e le città: i resti più antichi riconosciuti risalgono a quindici-quarantamila anni fa, quando eravamo ancora cacciatori-raccoglitori. Non fummo noi ad addomesticarlo con un progetto — furono probabilmente i lupi meno diffidenti ad avvicinarsi ai nostri accampamenti per gli avanzi, e la selezione fece il resto. Guardandoci negli occhi, il cane fa salire in entrambi i livelli di ossitocina, lo stesso circuito ormonale che lega una madre al proprio figlio: nessun altro animale attiva in noi quel meccanismo.

