Gatto
Felis catus

— Da dove viene il nome
I romani avevano feles, ma quando il gatto arrivò davvero dall’Egitto portò con sé un nome nuovo: cattus, di probabile origine afroasiatica, che nel giro di pochi secoli spazzò via il termine classico in tutta Europa. Da lì il nostro gatto, il francese chat, l’inglese cat, il tedesco Katze, il russo kot. È una delle poche parole che si è diffusa in tutto il continente insieme all’animale che nomina, viaggiando alla stessa velocità.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Case, fattorie, città; popolazioni inselvatichite ovunque
- Areale
- Cosmopolita, seguendo l’uomo su ogni continente e quasi ogni isola
- Dimensioni
- 45–50 cm di lunghezza più 25–30 di coda, 3–6 kg
- Dieta
- Carnivoro stretto — dipende dalla taurina della carne, che non sa sintetizzare
- Longevità
- 12–18 anni
— Caratteristiche
- 01
Il tapetum lucidum dietro la retina riflette la luce e gli permette di vedere con un sesto della luce che serve a noi.
- 02
Le fusa oscillano fra 25 e 150 Hz, un intervallo di frequenze che favorisce la riparazione ossea.
- 03
Non percepisce il sapore dolce: il gene del recettore corrispondente è inattivo in tutta la famiglia dei felini.
— Particolarità
A differenza del cane, il gatto si è addomesticato da solo. L’analisi genetica indica un unico antenato, il gatto selvatico africano, e un unico movente: i granai del Vicino Oriente, dove diecimila anni fa i primi agricoltori accumulavano cereali e con essi topi. I gatti meno timorosi trovarono cibo abbondante, e nessuno li scacciò. Il miagolio, in tutto questo, è un’invenzione recente e mirata: i gatti adulti selvatici quasi non miagolano fra loro. Lo hanno sviluppato per parlare con noi.

