Cavallo
Equus caballus

— Da dove viene il nome
Il latino aveva equus, parola nobile e antichissima, dalla radice indoeuropea *h₁éḱwos che dà il greco híppos e il sanscrito áśva. Ma nel parlato circolava anche caballus, termine spregiativo per il ronzino da fatica, forse preso da una lingua balcanica. Fu quello a vincere: cavallo, cheval, caballo vengono tutti dallo sgobbone, non dal destriero. Equus sopravvive solo nella lingua della scienza, come un titolo nobiliare senza più terre.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Perissodattili
- Habitat
- Praterie, pascoli, scuderie; popolazioni inselvatichite in steppe e deserti
- Areale
- Cosmopolita al seguito dell’uomo; popolazioni brade in America, Australia, Camargue
- Dimensioni
- 140–180 cm al garrese, 380–1.000 kg
- Dieta
- Erbivoro — erba e fieno, in piccole quantità continue
- Longevità
- 25–30 anni
— Caratteristiche
- 01
Non può vomitare: la valvola fra stomaco ed esofago è a senso unico, e per questo una colica può ucciderlo.
- 02
Dorme in piedi grazie a un sistema di legamenti che blocca le articolazioni senza sforzo muscolare.
- 03
Ha il più grande occhio di qualunque mammifero terrestre e un campo visivo di quasi 350 gradi.
— Particolarità
Fu addomesticato nelle steppe pontico-caspiche circa quattromiladuecento anni fa, e in pochi secoli quella popolazione sostituì ogni altra linea di cavalli d’Europa e d’Asia. La ragione sta in due mutazioni: una che rende la schiena più robusta, l’altra che abbassa l’ansia. Un animale più docile e più portante ha moltiplicato di colpo la distanza che un uomo poteva percorrere in un giorno — e con essa la portata degli eserciti, dei commerci e delle lingue. Metà del vocabolario indoeuropeo ha viaggiato a cavallo.

