Tinca
Tinca tinca

— Da dove viene il nome
Tinca è il nome latino del pesce, ripetuto due volte, ed è arrivato immutato all’italiano. La radice è probabilmente pre-latina, forse gallica: come nel caso dell’allodola, i romani presero dai celti il nome di un animale delle acque dolci del nord che a Roma si conosceva poco.
— Scheda
- Gruppo
- Pesci · Actinopterygii · Chondrichthyes
- Ordine
- Ciprinformi
- Habitat
- Stagni, canali, lanche, laghi con fondo fangoso e molte piante
- Areale
- Europa e Asia occidentale; introdotta altrove
- Dimensioni
- 25–40 cm, fino a 70 cm; 0,5–3 kg
- Dieta
- Larve, molluschi, vermi, materiale vegetale
- Longevità
- 20 anni
— Caratteristiche
- 01
La pelle è coperta da uno spesso strato di muco e le scaglie sono minuscole.
- 02
Sopporta acque calde e quasi prive di ossigeno.
- 03
D’inverno si infossa nel fango e smette quasi di alimentarsi.
— Particolarità
Per secoli si è chiamata «pesce medico». La convinzione, che si trova già in Plinio e attraversa tutto il Medioevo, era che il muco che la ricopre guarisse le ferite degli altri pesci, i quali sarebbero venuti a strofinarsi contro di lei; alcuni erbari consigliavano di applicare una tinca viva su piaghe e occhi malati. Non c’è nulla di vero, ma la premessa lo è: il suo muco è davvero eccezionalmente spesso e ricco di sostanze antibatteriche, ed è ciò che le permette di vivere in acque marce.

