Tinamo grande
Tinamus major

— Da dove viene il nome
Tinamus è la latinizzazione di tinamu, il nome dell’uccello nella lingua dei Galibi della Guyana: uno dei tanti termini caraibici entrati nella zoologia attraverso i naturalisti francesi. Major lo distingue per taglia dalle molte specie affini. Sembra una pernice ma non lo è: i suoi parenti più prossimi sono gli struzzi, i nandù, i casuari e i kiwi.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Tinami
- Habitat
- Foresta pluviale primaria e secondaria matura
- Areale
- Dal Messico meridionale alla Bolivia e al Brasile
- Dimensioni
- 40–46 cm, 700–1.150 g
- Dieta
- Frutti caduti, semi, insetti, piccoli vertebrati
- Longevità
- 10 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Cammina sul suolo della foresta e vola solo per fuggire, rumorosamente.
- 02
Il canto è un fischio tremulo e flautato che risuona al crepuscolo.
- 03
Il maschio cova le uova di più femmine e alleva i pulcini da solo.
— Particolarità
Depone le uova più belle del regno animale: gusci di un turchese o di un verde intenso, lucidi come porcellana smaltata, appoggiati fra le foglie secche senza nemmeno un nido. Perché un uccello che nidifica a terra in una foresta piena di predatori faccia una cosa tanto vistosa nessuno lo sa con certezza; l’ipotesi migliore è che la lucentezza rifletta le foglie intorno e le renda meno riconoscibili di quanto sembri. E c’è dell’altro: i tinami sono l’unico ramo del gruppo degli struzzi che sappia ancora volare, il che significa che a perdere il volo sono stati tutti gli altri, ciascuno per conto proprio.

