Tasso del miele
Mellivora capensis

— Da dove viene il nome
Mellivora è latino trasparente: mel, mellis, “miele”, e vorare, “divorare”. L’epiteto capensis rimanda al Capo di Buona Speranza, da dove proveniva l’esemplare descritto da Schreber nel 1776. Il nome afrikaans ratel, con cui è noto in mezza Africa, deriva forse dal neerlandese raat, “favo”, oppure dal verbo ratelen, per il verso stridulo dell’animale. Il nome italiano tradisce però una parentela inesistente: non è un tasso, ma l’unico rappresentante vivente di una sottofamiglia a sé, più vicino alle martore.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Savane, steppe aride, boscaglie e zone semidesertiche
- Areale
- Africa subsahariana, Marocco, Penisola Arabica, Medio Oriente e Asia sud-occidentale fino all’India e al Nepal
- Dimensioni
- 55–77 cm di corpo più 12–30 cm di coda, 6–16 kg
- Dieta
- Carnivoro — roditori, serpenti, scorpioni, tartarughe, larve d’api e miele
- Longevità
- 7–8 anni in natura, fino a 24 in cattività
— Caratteristiche
- 01
La pelle del collo è spessa fino a sei millimetri e tanto lassa da permettergli di ruotare dentro di essa e mordere chi lo trattiene.
- 02
Sopporta morsi di cobra e vipera soffiante che ucciderebbero animali molto più grandi, riprendendosi dopo alcune ore di torpore.
- 03
Scava con unghie anteriori lunghe fino a quattro centimetri e in cattività ha usato ripetutamente oggetti come leve e sgabelli per evadere.
- 04
Una tasca anale estroflettibile emette un secreto soffocante, usato come difesa e forse per stordire le api.
— Particolarità
Il mutualismo più famoso che lo riguarda è anche il meno provato. L’indicatore golanera, un uccello africano, guida davvero gli uomini agli alveari selvatici: l’esperimento è stato ripetuto e filmato, e i cacciatori mozambicani rispondono ai richiami con fischi convenuti. Che lo stesso uccello guidi anche il tasso del miele si racconta dal Settecento ed è finito in ogni manuale, ma le verifiche sul campo hanno prodotto quasi solo testimonianze di seconda mano e nessuna osservazione diretta convincente. La sua tolleranza al veleno dei serpenti nasce invece da una mutazione dei recettori nervosi bersaglio delle neurotossine, comparsa in modo indipendente anche nel riccio e nella mangusta. Il tasso del miele, insomma, è più straordinario nelle cose che si sono potute misurare che in quelle che si sono raccontate.

