Tapiro di pianura
Tapirus terrestris

— Da dove viene il nome
Tapirus latinizza il nome che l'animale porta nelle lingue tupi del Brasile, "tapiira", raccolto dai primi cronisti portoghesi e passato quasi intatto all'italiano "tapiro". L'epiteto terrestris, "di terra", è un fossile di un errore illustre: nel 1758 Linneo classificò l'animale come Hippopotamus terrestris, convinto di avere davanti un ippopotamo che aveva scelto la terraferma. Il genere fu corretto pochi anni dopo, ma l'aggettivo rimase. Il tapiro porta così, nel proprio nome, il ricordo di come l'Europa lo fraintese.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Perissodattili
- Habitat
- Foresta pluviale e boscaglia lungo i corsi d'acqua
- Areale
- Sud America a est delle Ande, dal Venezuela e dalla Colombia al Brasile meridionale, fino al Paraguay e al nord dell'Argentina
- Dimensioni
- 180–250 cm di lunghezza, 77–108 cm al garrese, 150–250 kg
- Dieta
- Erbivoro — frutti, foglie, germogli e piante acquatiche
- Longevità
- 25–30 anni in natura, fino a 35 in cattività
— Caratteristiche
- 01
La proboscide corta e prensile nasce dalla fusione del naso con il labbro superiore e serve ad afferrare foglie e frutti.
- 02
Nuota con sicurezza e cammina sul fondo dei fiumi, dove si rifugia quando è inseguito.
- 03
I piccoli nascono con un manto bruno striato e picchiettato di bianco, che sparisce entro il primo anno.
— Particolarità
Il tapiro è il più efficace disperditore di semi della foresta neotropicale: ingoia frutti interi, anche i più grandi, che nessun altro animale della regione riesce a inghiottire, e li rilascia intatti a chilometri di distanza, spesso in aree degradate. Studi condotti in Amazzonia hanno misurato migliaia di semi per singolo cumulo di escrementi, appartenenti a decine di specie arboree diverse. Dove il tapiro scompare, la composizione stessa del bosco cambia nel giro di poche generazioni di alberi. È un erbivoro che, camminando, ripianta la foresta che lo nasconde.

