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Arca

Rinoceronte nero

Diceros bicornis

Stato di conservazione IUCN: In pericolo critico· CR
Rinoceronte nero (Diceros bicornis)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Diceros unisce il greco di-, "due", e kéras, "corno"; bicornis dice esattamente la stessa cosa in latino. Il nome scientifico ripete dunque due volte, in due lingue classiche, l'unica caratteristica che ai naturalisti settecenteschi parve decisiva. L'aggettivo "nero" non descrive invece alcun colore reale: la pelle è grigia come quella del rinoceronte bianco, e il nome nacque solo per opposizione a quello, forse a sua volta frutto di un fraintendimento dell'afrikaans wyd, "largo", riferito al labbro squadrato del cugino — spiegazione diffusa, ma mai documentata con certezza. Restano due animali distinti da un contrasto cromatico che non esiste.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Perissodattili
Habitat
Savana arbustiva e boscaglia spinosa semiarida
Areale
Africa orientale e meridionale: Namibia, Sudafrica, Zimbabwe, Kenya e Tanzania, in popolazioni per lo più recintate e sorvegliate
Dimensioni
300–375 cm di lunghezza, 140–180 cm al garrese, 800–1400 kg
Dieta
Erbivoro — foglie, rametti e arbusti legnosi, brucati e non pascolati
Longevità
35–40 anni in natura, fino a 45 in cattività

Caratteristiche

  • 01

    Il labbro superiore è appuntito e prensile, adatto ad afferrare rametti fra le spine dell'acacia.

  • 02

    La vista è talmente scarsa da non distinguere una persona ferma a trenta metri, mentre olfatto e udito sono finissimi.

  • 03

    Nonostante superi la tonnellata, in carica raggiunge i 55 km/h e ruota su sé stesso in uno spazio ridottissimo.

Particolarità

Il corno per cui questa specie è stata quasi cancellata non è osso né avorio: è un fascio compatto di cheratina, la stessa proteina di capelli e unghie, senza alcuna radice nel cranio. Ricresce di circa sei centimetri l'anno, e proprio per questo in Namibia e in Sudafrica si è diffusa la pratica di segare preventivamente il corno agli animali selvatici, restituendoli alla savana disarmati e meno appetibili. Il mercato asiatico continua però a pagarlo al peso dell'oro come rimedio medicinale. Chi lo acquista sta comprando, chimicamente, le proprie unghie.

Prossima specie

Castoro americano

Castor canadensis