Tamandua meridionale
Tamandua tetradactyla

— Da dove viene il nome
Tamandua viene dal tupi tamanduá, che si scompone in taxi, «formica», e monduar, «cacciatore»: il cacciatore di formiche. È uno dei rari casi in cui il nome indigeno è diventato sia il nome comune sia il genere scientifico, senza traduzione né deformazione. Tetradactyla è greco e conta le dita della zampa anteriore: quattro, contro le cinque del formichiere gigante.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Bradipi e formichieri
- Habitat
- Foreste tropicali, savane arborate, piantagioni
- Areale
- Sud America, dal Venezuela all’Argentina settentrionale
- Dimensioni
- 53–88 cm di lunghezza più 40–59 di coda, 3–8 kg
- Dieta
- Mirmecofago — formiche e termiti arboricole
- Longevità
- 9 anni circa
— Caratteristiche
- 01
Ha coda prensile nuda nella parte terminale e passa gran parte della vita sugli alberi.
- 02
Se minacciato si erge sulle zampe posteriori appoggiandosi alla coda, con gli artigli aperti.
- 03
Evita accuratamente le formiche che spruzzano acido formico, scegliendo le specie meno difese.
— Particolarità
Non distrugge mai un nido fino in fondo. Apre un formicaio, mangia per pochi minuti — raramente più di uno o due — e se ne va prima che i soldati arrivino in massa, per poi tornarci giorni dopo. Il risultato è che visita centinaia di colonie ruotando fra loro, senza mai annientarne una. È una gestione della risorsa che somiglia più al pascolo che alla predazione: l’animale vive del proprio cibo lasciandolo in vita, perché distruggerlo significherebbe restare senza.

