Spirografo
Sabella spallanzanii

— Da dove viene il nome
Sabella viene dal latino sabulum, la sabbia fine, perché il tubo in cui l’animale vive è costruito con granelli e muco impastati insieme. L’epiteto ricorda Lazzaro Spallanzani, il naturalista reggiano che nel Settecento dimostrò con esperimenti che la vita non nasce spontaneamente. Il nome comune guarda invece la corona branchiale, avvolta in una spirale doppia come un disegno fatto col compasso.
— Scheda
- Gruppo
- Anellidi · Annelida
- Ordine
- Sabellidi
- Habitat
- Fondali fangosi e porti, fino a 30 metri
- Areale
- Mediterraneo e Atlantico orientale; invasivo in Australia
- Dimensioni
- Tubo fino a 40 cm; corona 10 cm
- Dieta
- Plancton e particelle filtrate dalla corona
- Longevità
- 5–7 anni
— Caratteristiche
- 01
La corona a spirale si ritrae nel tubo in un lampo se qualcosa passa vicino.
- 02
Ha occhi sulle branchie: vede l’ombra del predatore prima di sentirla.
- 03
Filtra fino a diversi litri d’acqua all’ora.
— Particolarità
Ha gli occhi sulle branchie. Sulla corona che usa per respirare e per mangiare ci sono decine di piccoli fotorecettori che non formano immagini ma registrano il calo improvviso di luce prodotto da un’ombra che si avvicina, e fanno scattare la ritrazione nel tubo in pochi centesimi di secondo. È l’unico modo di vedere per un animale che non ha una testa nel senso in cui la intendiamo, e chiunque abbia provato ad avvicinare una mano a uno spirografo sott’acqua ne conosce il risultato: sparisce prima di essere toccato.

