Spatola
Platalea leucorodia

— Da dove viene il nome
Platalea viene dal greco platýs, «largo, piatto», e descrive il becco, che finisce in una paletta rotonda; leucorodia è la contrazione di leukós ed erōdiós, «airone bianco». Il nome italiano traduce la forma dell’attrezzo, ed è uno dei rari casi in cui il nome comune, quello scientifico e l’aspetto dell’animale dicono tutti e tre la stessa cosa.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Pellicani e affini
- Habitat
- Lagune salmastre, valli da pesca, paludi, estuari
- Areale
- Europa, Asia e Nord Africa; sverna in Africa e in India
- Dimensioni
- 80–93 cm, apertura alare 120–135 cm, 1,1–2 kg
- Dieta
- Piccoli pesci, gamberetti, larve, girini
- Longevità
- 28 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Cammina nell’acqua bassa falciando il becco semiaperto da destra a sinistra.
- 02
I pulcini nascono con il becco dritto e corto: la paletta arriva dopo.
- 03
Nidifica in colonie miste con aironi e garzette, spesso su canneti allagati.
— Particolarità
Pesca al buio e a tastoni. La punta del becco è coperta di corpuscoli sensibili che avvertono il contatto con qualcosa di vivo, e le mandibole si chiudono in circa venticinque millesimi di secondo: più veloce di quanto un gambero riesca a scattare. Il vantaggio è che non serve la luce, e infatti molte colonie si nutrono di notte o in acque cariche di fango dove nessun airone vedrebbe niente. È un uccello che ha rinunciato agli occhi per mangiare, e ha vinto lo stesso.

