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Arca

Ibis scarlatto

Eudocimus ruber

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Ibis scarlatto (Eudocimus ruber)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Eudocimus è «di buona fama», da eudókimos: gli ibis avevano ottima reputazione fin dall’Egitto, dove l’ibis sacro rappresentava il dio Thot, inventore della scrittura. Ruber è il rosso. Ibis è invece parola egizia passata per il greco, ed è uno dei nomi di animale più antichi che siano ancora in uso.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Pellicani e affini
Habitat
Mangrovie, estuari, paludi salmastre, fanghi costieri
Areale
Coste settentrionali del Sud America e Trinidad
Dimensioni
55–63 cm, apertura alare 90–110 cm, 650 g
Dieta
Granchi, gamberetti, insetti acquatici, piccoli pesci
Longevità
20 anni in natura

Caratteristiche

  • 01

    Il rosso è così saturo che uno stormo in volo sembra un’insegna al neon.

  • 02

    I giovani sono grigi e bruni e diventano rossi in due anni.

  • 03

    Sonda il fango con il becco ricurvo, senza guardare.

Particolarità

Il colore non è suo: viene dai carotenoidi dei granchi che mangia, e un ibis scarlatto nutrito diversamente sbiadisce fino al rosa pallido o al bianco. Negli zoo che non aggiungono gamberetti alla dieta l’animale perde nel giro di mesi la sola cosa per cui la gente è venuta a vederlo. A Trinidad, dove è l’uccello nazionale, ogni sera migliaia di individui rientrano insieme nella palude di Caroni per dormire, e gli alberi delle mangrovie diventano rossi tutti in una volta.

Prossima specie

Tarabuso

Botaurus stellaris