Ibis scarlatto
Eudocimus ruber

— Da dove viene il nome
Eudocimus è «di buona fama», da eudókimos: gli ibis avevano ottima reputazione fin dall’Egitto, dove l’ibis sacro rappresentava il dio Thot, inventore della scrittura. Ruber è il rosso. Ibis è invece parola egizia passata per il greco, ed è uno dei nomi di animale più antichi che siano ancora in uso.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Pellicani e affini
- Habitat
- Mangrovie, estuari, paludi salmastre, fanghi costieri
- Areale
- Coste settentrionali del Sud America e Trinidad
- Dimensioni
- 55–63 cm, apertura alare 90–110 cm, 650 g
- Dieta
- Granchi, gamberetti, insetti acquatici, piccoli pesci
- Longevità
- 20 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Il rosso è così saturo che uno stormo in volo sembra un’insegna al neon.
- 02
I giovani sono grigi e bruni e diventano rossi in due anni.
- 03
Sonda il fango con il becco ricurvo, senza guardare.
— Particolarità
Il colore non è suo: viene dai carotenoidi dei granchi che mangia, e un ibis scarlatto nutrito diversamente sbiadisce fino al rosa pallido o al bianco. Negli zoo che non aggiungono gamberetti alla dieta l’animale perde nel giro di mesi la sola cosa per cui la gente è venuta a vederlo. A Trinidad, dove è l’uccello nazionale, ogni sera migliaia di individui rientrano insieme nella palude di Caroni per dormire, e gli alberi delle mangrovie diventano rossi tutti in una volta.

