Scricciolo
Troglodytes troglodytes

— Da dove viene il nome
Troglodytes è «che entra nelle caverne», da trṓglē, il buco, e dýō, entrare: la stessa parola con cui i greci chiamavano i popoli che credevano vivessero in grotta. Detto di un uccello di nove grammi descrive la sua abitudine di infilarsi in ogni fessura di muro, catasta di legna o radice scalzata. Il nome italiano è invece onomatopeico, dal verso secco e insistente.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Sottobosco, muretti a secco, giardini, forre umide
- Areale
- Europa, Nord Africa, Asia; specie affini in tutta l’America
- Dimensioni
- 9–10 cm, apertura alare 13–17 cm, 8–13 g
- Dieta
- Ragni, insetti minuti, larve
- Longevità
- 2 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Tiene la coda dritta all’insù come un punto esclamativo.
- 02
Il maschio costruisce fino a una decina di nidi e la femmina ne sceglie uno.
- 03
D’inverno decine di individui dormono ammucchiati nella stessa cavità.
— Particolarità
Ha il canto più potente d’Europa in rapporto al peso: un uccello che sta in un cucchiaio produce un trillo che si sente a cinquecento metri, con una spesa di energia che, riportata alla nostra taglia, sarebbe quella di un uomo che urla senza fermarsi per mezz’ora. Nelle notti di gelo la stessa piccolezza diventa un problema, e allora la soluzione è sociale: si è arrivati a contare più di sessanta scriccioli infilati in una sola cassetta nido, accatastati a strati per non morire di freddo.

