Sciacallo dorato
Canis aureus

— Da dove viene il nome
Sciacallo ha viaggiato per mezzo mondo prima di arrivare a noi: dal sanscrito sṛgāla al persiano šagāl, poi al turco çakal e infine alle lingue europee attraverso il commercio ottomano. Aureus è latino, «dorato», per il colore del mantello. In italiano la parola ha poi preso il significato figurato di chi sfrutta le disgrazie altrui — un giudizio morale appiccicato a un animale che si limita a mangiare ciò che trova.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Boscaglia aperta, macchia, campagne coltivate, periferie
- Areale
- Dall’Africa nordorientale al sud-est asiatico; in espansione in Europa, Italia compresa
- Dimensioni
- 70–85 cm di lunghezza, 6–14 kg
- Dieta
- Onnivoro — piccoli mammiferi, insetti, frutta, carogne, rifiuti
- Longevità
- 8–9 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Vive in coppie stabili che restano unite per anni e difendono insieme un territorio.
- 02
I figli della cucciolata precedente spesso restano ad aiutare i genitori ad allevare la nuova.
- 03
Ulula in coro con il partner: il duetto serve a segnalare che quel territorio è occupato.
— Particolarità
Sta colonizzando l’Europa da solo, senza che nessuno lo abbia introdotto. Partito dai Balcani, negli ultimi decenni ha raggiunto l’Italia nordorientale, la Germania, i Paesi Bassi e perfino la Finlandia, occupando lo spazio ecologico lasciato libero dallo sterminio del lupo. È una delle espansioni più rapide mai osservate in un carnivoro europeo, e avviene sotto i nostri occhi: in Friuli e in Veneto era assente fino agli anni Ottanta, oggi vi si riproduce stabilmente.

