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Arca

Saiga

Saiga tatarica

Stato di conservazione IUCN: Quasi minacciata· NT
Saiga (Saiga tatarica)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Saiga è russo, prestito da una lingua turca dell’Asia centrale, e compare in Europa negli scritti del viaggiatore austriaco Sigismund von Herberstein nel Cinquecento. Tatarica rimanda ai Tartari e alle steppe che questo animale attraversa da sempre. È uno dei pochi grandi mammiferi europei sopravvissuti dall’era glaciale nel proprio ambiente originario, quasi immutato.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Artiodattili
Habitat
Steppa arida e semideserto, praterie continentali aperte
Areale
Kazakistan soprattutto, poi Russia meridionale, Mongolia e Uzbekistan
Dimensioni
110–150 cm di lunghezza, 25–70 kg
Dieta
Erbivoro — erbe della steppa, arbusti bassi, piante tossiche per il bestiame
Longevità
6–10 anni

Caratteristiche

  • 01

    Il naso enorme e mobile filtra la polvere d’estate e riscalda l’aria gelida d’inverno.

  • 02

    Migra in mandrie di decine di migliaia di capi, percorrendo oltre mille chilometri all’anno.

  • 03

    Le femmine partoriscono quasi tutte nell’arco di una sola settimana, saturando i predatori di prede.

Particolarità

Nel maggio 2015, in tre settimane, morirono oltre duecentomila saighe: due terzi della popolazione mondiale, mandrie intere stese sulla steppa kazaka. La causa fu identificata in un batterio innocuo, Pasteurella multocida, che quasi tutti gli animali ospitano senza danno e che divenne letale in seguito a un’ondata di caldo umido anomalo. È il collasso più rapido mai documentato per un grande mammifero, e la specie si è poi ripresa fino a centinaia di migliaia di capi — abbastanza da essere declassata da minacciata, senza che nessuno possa garantire che non si ripeta.

Prossima specie

Antilocapra

Antilocapra americana