Saiga
Saiga tatarica

— Da dove viene il nome
Saiga è russo, prestito da una lingua turca dell’Asia centrale, e compare in Europa negli scritti del viaggiatore austriaco Sigismund von Herberstein nel Cinquecento. Tatarica rimanda ai Tartari e alle steppe che questo animale attraversa da sempre. È uno dei pochi grandi mammiferi europei sopravvissuti dall’era glaciale nel proprio ambiente originario, quasi immutato.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Steppa arida e semideserto, praterie continentali aperte
- Areale
- Kazakistan soprattutto, poi Russia meridionale, Mongolia e Uzbekistan
- Dimensioni
- 110–150 cm di lunghezza, 25–70 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe della steppa, arbusti bassi, piante tossiche per il bestiame
- Longevità
- 6–10 anni
— Caratteristiche
- 01
Il naso enorme e mobile filtra la polvere d’estate e riscalda l’aria gelida d’inverno.
- 02
Migra in mandrie di decine di migliaia di capi, percorrendo oltre mille chilometri all’anno.
- 03
Le femmine partoriscono quasi tutte nell’arco di una sola settimana, saturando i predatori di prede.
— Particolarità
Nel maggio 2015, in tre settimane, morirono oltre duecentomila saighe: due terzi della popolazione mondiale, mandrie intere stese sulla steppa kazaka. La causa fu identificata in un batterio innocuo, Pasteurella multocida, che quasi tutti gli animali ospitano senza danno e che divenne letale in seguito a un’ondata di caldo umido anomalo. È il collasso più rapido mai documentato per un grande mammifero, e la specie si è poi ripresa fino a centinaia di migliaia di capi — abbastanza da essere declassata da minacciata, senza che nessuno possa garantire che non si ripeta.

