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Arca

Processionaria del pino

Thaumetopoea pityocampa

Stato di conservazione IUCN: Non valutata· NE
Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (en)

Da dove viene il nome

Thaumetopoea significa «che compie un prodigio», da thaûma, la meraviglia, e poiéō, fare: il prodigio è la fila indiana in cui i bruchi scendono dall’albero, ciascuno col capo attaccato alla coda di chi lo precede. Pityocampa è invece una parola greca antica, pityokámpē, «bruco del pino», che Dioscoride usava già nel I secolo parlando di un bruco velenoso: il nome scientifico ha duemila anni.

Scheda

Gruppo
Insetti · Insecta
Ordine
Lepidotteri
Habitat
Pinete e cedri; nidi di seta bianca sulle punte dei rami
Areale
Bacino del Mediterraneo, in espansione verso nord
Dimensioni
Adulto 3–4 cm di apertura alare; bruco 4 cm
Dieta
Aghi di pino e di cedro
Longevità
Un anno; la falena adulta vive uno o due giorni

Caratteristiche

  • 01

    I bruchi scendono a terra in fila indiana, in colonne di decine.

  • 02

    Sono coperti di peli urticanti che si staccano e volano nell’aria.

  • 03

    Il nido di seta bianca resta visibile sulle pinete tutto l’inverno.

Particolarità

La processione ha un capofila, ed è sempre una femmina: il resto della colonna segue il filo di seta e la traccia chimica lasciata da chi precede, senza vedere dove va. Il naturalista Jean-Henri Fabre provò a chiudere il cerchio disponendo i bruchi lungo il bordo di un vaso, dove il primo si ritrovò dietro l’ultimo: girarono in tondo per una settimana. I peli urticanti non hanno bisogno del contatto — si staccano, restano nell’aria e nel terreno per anni, e provocano reazioni gravi nei cani, che annusano al livello giusto. La specie sta salendo di latitudine e di quota con gli inverni miti, ed è uno degli indicatori più netti del riscaldamento in Europa.

Prossima specie

Tarma della cera

Galleria mellonella