Pipistrello dalle epaulette di Wahlberg
Epomophorus wahlbergi

— Da dove viene il nome
Epomophorus è «portatore di spalline», dal greco epōmís, la parte della veste che copre la spalla, e phoréō: il maschio ha due ciuffi di pelo bianco dentro altrettante tasche cutanee, che rovescia all’esterno mentre canta. Wahlbergi ricorda Johan August Wahlberg, naturalista svedese che raccolse in Africa australe per vent’anni e vi morì nel 1856, incornato da un elefante.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Chirotteri
- Habitat
- Foresta costiera, savana arborata, giardini e frutteti
- Areale
- Africa orientale e meridionale, dal Sudan al Sudafrica
- Dimensioni
- 12–16 cm di corpo, 50 cm di apertura alare, 65–120 g
- Dieta
- Frugivoro — fichi soprattutto, poi guava, mango, nettare
- Longevità
- 8–10 anni
— Caratteristiche
- 01
Il maschio estroflette le spalline bianche solo durante il corteggiamento.
- 02
Emette un richiamo metallico ripetuto per tutta la notte, udibile dai giardini.
- 03
Sputa i semi grandi e ingoia i piccoli: li disperde entrambi, ma in due modi diversi.
— Particolarità
Il maschio passa la notte a ripetere la stessa nota. Appeso a un ramo, emette un richiamo secco e metallico fino a centoventi volte al minuto per ore intere, gonfiando le sacche golari e rovesciando le spalline bianche a ogni colpo. Nelle città dell’Africa australe è uno dei suoni notturni più familiari e uno dei meno riconosciuti: quasi tutti lo attribuiscono a un uccello o a una rana, e pochissimi sanno di stare ascoltando un pipistrello che si fa pubblicità.

