Pesce San Pietro
Zeus faber

— Da dove viene il nome
Zeus è il re degli dèi e faber il fabbro: un nome grandioso per un pesce piatto e lento, scelto forse per il profilo del capo e per l’aspetto martellato dei fianchi. Il nome comune viene invece dal Vangelo di Matteo, dove Pietro trova una moneta nella bocca di un pesce: la macchia nera che questa specie porta sul fianco è, secondo la tradizione, l’impronta del pollice dell’apostolo.
— Scheda
- Gruppo
- Pesci · Actinopterygii · Chondrichthyes
- Ordine
- Pesci San Pietro
- Habitat
- Fondali fra 50 e 400 metri, talvolta in acque costiere
- Areale
- Atlantico orientale, Mediterraneo, Indo-Pacifico, Australia
- Dimensioni
- 30–50 cm, fino a 90 cm; 1–3 kg
- Dieta
- Pesci, calamari, crostacei
- Longevità
- 12 anni
— Caratteristiche
- 01
Il corpo è altissimo e sottilissimo: visto di fronte quasi sparisce.
- 02
La bocca si allunga in avanti in un tubo, come un cassetto che si apre.
- 03
Nuota lentamente e si avvicina alle prede di taglio, per non farsi vedere.
— Particolarità
Caccia diventando invisibile. Il corpo è compresso al punto che, visto di fronte, si riduce a una linea, e il pesce si avvicina alla preda esattamente in quella posizione, muovendo solo le pinne dorsali e anali per non produrre onde; quando è a distanza utile la bocca si proietta in avanti di alcuni centimetri e la preda è dentro prima di essersi accorta di qualcosa. La leggenda dell’impronta di san Pietro, per inciso, è raccontata anche del pesce ombrina e di altre specie con una macchia scura: l’Europa cattolica ne aveva bisogno di più di uno.

