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Arca

Pellicano bianco

Pelecanus onocrotalus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Pellicano bianco (Pelecanus onocrotalus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Pelecanus è dal greco pélekys, l’ascia, forse per la forma del becco. onocrotalus, curioso, significa “dal verso d’asino”, da ónos, asino, e krótalon, nacchera: il richiamo rauco dell’animale. Il becco enorme, col suo sacco cutaneo, è uno degli strumenti da pesca più riconoscibili del mondo alato.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Pellicani e affini
Habitat
Laghi poco profondi, lagune, delta, paludi
Areale
Europa sud-orientale, Africa, Asia occidentale
Dimensioni
140–180 cm, apertura alare 226–360 cm
Dieta
Piscivoro — pesce raccolto col sacco del becco
Longevità
15–25 anni

Caratteristiche

  • 01

    Il sacco della gola contiene fino a 13 litri d’acqua: una rete da pesca vivente.

  • 02

    Pesca in gruppo, formando un semicerchio che sospinge i pesci verso la riva.

  • 03

    Malgrado la mole veleggia con eleganza sfruttando le correnti termiche.

Particolarità

Il pellicano non usa il sacco del becco per conservare il pesce, come vuole la credenza, ma come una rete a strascico istantanea: lo spalanca sott’acqua, cattura pesce e liquido insieme, poi contrae la gola per far uscire fino a tredici litri d’acqua trattenendo solo la preda. Nel Medioevo si diffuse invece la leggenda che si squarciasse il petto per nutrire i piccoli col proprio sangue, e per questo divenne, nell’arte cristiana, un simbolo di sacrificio.

Prossima specie

Pulcinella di mare

Fratercula arctica