Pellicano bianco
Pelecanus onocrotalus

— Da dove viene il nome
Pelecanus è dal greco pélekys, l’ascia, forse per la forma del becco. onocrotalus, curioso, significa “dal verso d’asino”, da ónos, asino, e krótalon, nacchera: il richiamo rauco dell’animale. Il becco enorme, col suo sacco cutaneo, è uno degli strumenti da pesca più riconoscibili del mondo alato.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Pellicani e affini
- Habitat
- Laghi poco profondi, lagune, delta, paludi
- Areale
- Europa sud-orientale, Africa, Asia occidentale
- Dimensioni
- 140–180 cm, apertura alare 226–360 cm
- Dieta
- Piscivoro — pesce raccolto col sacco del becco
- Longevità
- 15–25 anni
— Caratteristiche
- 01
Il sacco della gola contiene fino a 13 litri d’acqua: una rete da pesca vivente.
- 02
Pesca in gruppo, formando un semicerchio che sospinge i pesci verso la riva.
- 03
Malgrado la mole veleggia con eleganza sfruttando le correnti termiche.
— Particolarità
Il pellicano non usa il sacco del becco per conservare il pesce, come vuole la credenza, ma come una rete a strascico istantanea: lo spalanca sott’acqua, cattura pesce e liquido insieme, poi contrae la gola per far uscire fino a tredici litri d’acqua trattenendo solo la preda. Nel Medioevo si diffuse invece la leggenda che si squarciasse il petto per nutrire i piccoli col proprio sangue, e per questo divenne, nell’arte cristiana, un simbolo di sacrificio.

