Pecari dal collare
Pecari tajacu

— Da dove viene il nome
Sia il genere sia la specie vengono da lingue indigene sudamericane: pecari da una lingua caraibica e tajacu dal tupi tajaçu. Il nome comune italiano ricalca il primo, e non c’è traccia di greco o latino in nessuno dei due. Somiglia a un maiale ma non lo è: appartiene ai tayassuidi, una famiglia americana separata dai suidi del Vecchio Mondo da oltre trenta milioni di anni.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Foreste tropicali, boscaglia arida, deserti con cactus
- Areale
- Dal sud degli Stati Uniti all’Argentina settentrionale
- Dimensioni
- 90–130 cm di lunghezza, 16–27 kg
- Dieta
- Onnivoro — radici, tuberi, frutti, cactus, invertebrati
- Longevità
- 10–20 anni
— Caratteristiche
- 01
Ha una ghiandola odorosa sul dorso con cui i membri del branco si strofinano a vicenda.
- 02
Nel deserto mangia i fichi d’India spine comprese, protetto da una mucosa orale coriacea.
- 03
I canini sono dritti e verticali, non ricurvi verso l’alto come nei cinghiali.
— Particolarità
Il branco condivide un odore unico, prodotto strofinandosi l’un l’altro con la ghiandola dorsale: chi porta quell’odore è del gruppo, chi non lo porta è un estraneo. È una carta d’identità chimica, continuamente riscritta da ogni contatto, e serve a un animale con vista pessima che vive in vegetazione fittissima. Il branco non si riconosce guardandosi — si riconosce annusandosi, e l’appartenenza va rinnovata ogni giorno con il corpo.

