Cavallo di Przewalski
Equus przewalskii

— Da dove viene il nome
Il nome ricorda Nikolaj Prževal’skij, ufficiale ed esploratore russo che nel 1878 riportò dall’Asia centrale un cranio e una pelle, facendo conoscere l’animale alla scienza europea. In mongolo si chiama takhi, «spirito» — e quel nome dice qualcosa che il nostro non dice: per i pastori della steppa non era un cavallo selvatico, era una presenza. È l’unico cavallo mai addomesticato in nessuna forma.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Perissodattili
- Habitat
- Steppa arida, praterie semidesertiche
- Areale
- Mongolia e Cina, in popolazioni reintrodotte; estinto in natura fino agli anni Novanta
- Dimensioni
- 120–146 cm al garrese, 250–360 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe della steppa, arbusti, cortecce d’inverno
- Longevità
- 20–25 anni
— Caratteristiche
- 01
Ha 66 cromosomi contro i 64 del cavallo domestico, e i due si incrociano dando ibridi fertili.
- 02
La criniera è corta ed eretta, senza ciuffo sulla fronte: non ricade mai di lato.
- 03
Non è mai stato addomesticato, e nessuna popolazione domestica discende da lui.
— Particolarità
Si estinse in natura attorno al 1969, e per vent’anni sopravvisse solo negli zoo: tutti gli esemplari viventi discendono da appena dodici animali catturati fra Otto e Novecento. Le reintroduzioni in Mongolia sono cominciate nel 1992 e oggi contano centinaia di individui bradi. Una parte di quei cavalli vive nella zona di esclusione di Černobyl’, dove furono liberati nel 1998: senza esseri umani intorno, il branco è cresciuto in uno dei luoghi più contaminati del pianeta.

