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Arca

Cavallo di Przewalski

Equus przewalskii

Stato di conservazione IUCN: In pericolo· EN
Cavallo di Przewalski (Equus przewalskii)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Il nome ricorda Nikolaj Prževal’skij, ufficiale ed esploratore russo che nel 1878 riportò dall’Asia centrale un cranio e una pelle, facendo conoscere l’animale alla scienza europea. In mongolo si chiama takhi, «spirito» — e quel nome dice qualcosa che il nostro non dice: per i pastori della steppa non era un cavallo selvatico, era una presenza. È l’unico cavallo mai addomesticato in nessuna forma.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Perissodattili
Habitat
Steppa arida, praterie semidesertiche
Areale
Mongolia e Cina, in popolazioni reintrodotte; estinto in natura fino agli anni Novanta
Dimensioni
120–146 cm al garrese, 250–360 kg
Dieta
Erbivoro — erbe della steppa, arbusti, cortecce d’inverno
Longevità
20–25 anni

Caratteristiche

  • 01

    Ha 66 cromosomi contro i 64 del cavallo domestico, e i due si incrociano dando ibridi fertili.

  • 02

    La criniera è corta ed eretta, senza ciuffo sulla fronte: non ricade mai di lato.

  • 03

    Non è mai stato addomesticato, e nessuna popolazione domestica discende da lui.

Particolarità

Si estinse in natura attorno al 1969, e per vent’anni sopravvisse solo negli zoo: tutti gli esemplari viventi discendono da appena dodici animali catturati fra Otto e Novecento. Le reintroduzioni in Mongolia sono cominciate nel 1992 e oggi contano centinaia di individui bradi. Una parte di quei cavalli vive nella zona di esclusione di Černobyl’, dove furono liberati nel 1998: senza esseri umani intorno, il branco è cresciuto in uno dei luoghi più contaminati del pianeta.

Prossima specie

Tapiro malese

Tapirus indicus