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Arca

Passero domestico

Passer domesticus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Passero domestico (Passer domesticus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Passer è il passero in latino, ed è la parola con cui Catullo chiamava l’uccellino della sua Lesbia in due poesie che ogni liceale traduce. Domesticus vuol dire «della casa»: non c’è specie il cui nome dica più chiaramente qual è il suo habitat. Vive dove viviamo noi da così tanto tempo che quasi nessuno lo considera un animale selvatico.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Passeriformi
Habitat
Città, paesi, fattorie, ovunque ci siano edifici e granaglie
Areale
Originario dell’Eurasia, oggi in tutti i continenti tranne l’Antartide
Dimensioni
14–18 cm, apertura alare 19–25 cm, 24–40 g
Dieta
Semi, granaglie, briciole, insetti per i pulcini
Longevità
3 anni in natura

Caratteristiche

  • 01

    Nidifica solo in cavità di edifici: senza case, sparisce.

  • 02

    Fa il bagno nella polvere per liberarsi dai parassiti.

  • 03

    Vive in colonie rumorose e non difende un territorio vero.

Particolarità

Ci segue da diecimila anni e il suo corpo lo dimostra. Confrontando il genoma dei passeri urbani con quello della sottospecie selvatica dell’Asia centrale si trovano due differenze precise: una copia in più del gene dell’amilasi, l’enzima che digerisce l’amido dei cereali, e una variante del collagene che rende il cranio e il becco più robusti per rompere i chicchi. È la stessa mutazione dell’amilasi che distingue il cane dal lupo. Il passero non è stato addomesticato da nessuno: si è addomesticato da solo, seguendo il grano.

Prossima specie

Merlo

Turdus merula