Passero domestico
Passer domesticus
— Da dove viene il nome
Passer è il passero in latino, ed è la parola con cui Catullo chiamava l’uccellino della sua Lesbia in due poesie che ogni liceale traduce. Domesticus vuol dire «della casa»: non c’è specie il cui nome dica più chiaramente qual è il suo habitat. Vive dove viviamo noi da così tanto tempo che quasi nessuno lo considera un animale selvatico.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Città, paesi, fattorie, ovunque ci siano edifici e granaglie
- Areale
- Originario dell’Eurasia, oggi in tutti i continenti tranne l’Antartide
- Dimensioni
- 14–18 cm, apertura alare 19–25 cm, 24–40 g
- Dieta
- Semi, granaglie, briciole, insetti per i pulcini
- Longevità
- 3 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Nidifica solo in cavità di edifici: senza case, sparisce.
- 02
Fa il bagno nella polvere per liberarsi dai parassiti.
- 03
Vive in colonie rumorose e non difende un territorio vero.
— Particolarità
Ci segue da diecimila anni e il suo corpo lo dimostra. Confrontando il genoma dei passeri urbani con quello della sottospecie selvatica dell’Asia centrale si trovano due differenze precise: una copia in più del gene dell’amilasi, l’enzima che digerisce l’amido dei cereali, e una variante del collagene che rende il cranio e il becco più robusti per rompere i chicchi. È la stessa mutazione dell’amilasi che distingue il cane dal lupo. Il passero non è stato addomesticato da nessuno: si è addomesticato da solo, seguendo il grano.

