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Arca

Otaria orsina del Capo

Arctocephalus pusillus

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Otaria orsina del Capo (Arctocephalus pusillus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (en)

Da dove viene il nome

Arctocephalus è «testa d’orso», dal greco árktos e kephalḗ, per il muso tozzo. Pusillus è latino e significa «piccolissimo», il che è comico: è la più grande otaria orsina del mondo. Il nome fu assegnato da Schreber nel 1775 su un esemplare giovane, e la regola della priorità nomenclaturale ha impedito per sempre di correggerlo — il gigante della famiglia si chiama ufficialmente «minuscolo».

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Carnivori
Habitat
Coste rocciose, isole e spiagge del Sudafrica e dell’Australia meridionale
Areale
Africa australe da Capo Cross a Port Elizabeth; Bass Strait e Tasmania
Dimensioni
1,6–2,3 m, 40–360 kg
Dieta
Carnivoro — pesci di banco, calamari, occasionalmente uccelli marini
Longevità
20 anni circa

Caratteristiche

  • 01

    La colonia di Capo Cross, in Namibia, arriva a oltre 200.000 individui.

  • 02

    Il maschio pesa fino a nove volte la femmina.

  • 03

    A differenza delle vere foche cammina sulle quattro pinne e ha padiglioni auricolari visibili.

Particolarità

A Seal Island, davanti a Città del Capo, i giovani di questa specie hanno fatto degli squali bianchi una attrazione turistica: è lì che si filmano i salti fuori dall’acqua con la preda in bocca, l’immagine di squalo più riprodotta al mondo. Ma il rapporto non è a senso unico. Le otarie adulte, in gruppo, inseguono e molestano gli squali fino a farli allontanare, e sono state filmate mentre mangiano squaletti. La preda più fotografata dell’oceano, quando è abbastanza grande, caccia il proprio predatore.

Prossima specie

Bassarisco

Bassariscus astutus