Otaria orsina del Capo
Arctocephalus pusillus

— Da dove viene il nome
Arctocephalus è «testa d’orso», dal greco árktos e kephalḗ, per il muso tozzo. Pusillus è latino e significa «piccolissimo», il che è comico: è la più grande otaria orsina del mondo. Il nome fu assegnato da Schreber nel 1775 su un esemplare giovane, e la regola della priorità nomenclaturale ha impedito per sempre di correggerlo — il gigante della famiglia si chiama ufficialmente «minuscolo».
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Coste rocciose, isole e spiagge del Sudafrica e dell’Australia meridionale
- Areale
- Africa australe da Capo Cross a Port Elizabeth; Bass Strait e Tasmania
- Dimensioni
- 1,6–2,3 m, 40–360 kg
- Dieta
- Carnivoro — pesci di banco, calamari, occasionalmente uccelli marini
- Longevità
- 20 anni circa
— Caratteristiche
- 01
La colonia di Capo Cross, in Namibia, arriva a oltre 200.000 individui.
- 02
Il maschio pesa fino a nove volte la femmina.
- 03
A differenza delle vere foche cammina sulle quattro pinne e ha padiglioni auricolari visibili.
— Particolarità
A Seal Island, davanti a Città del Capo, i giovani di questa specie hanno fatto degli squali bianchi una attrazione turistica: è lì che si filmano i salti fuori dall’acqua con la preda in bocca, l’immagine di squalo più riprodotta al mondo. Ma il rapporto non è a senso unico. Le otarie adulte, in gruppo, inseguono e molestano gli squali fino a farli allontanare, e sono state filmate mentre mangiano squaletti. La preda più fotografata dell’oceano, quando è abbastanza grande, caccia il proprio predatore.

