Orice d’Arabia
Oryx leucoryx

— Da dove viene il nome
Óryx in greco era il piccone, l’attrezzo appuntito, e per estensione l’antilope dalle corna dritte come punte. Leucoryx aggiunge leukós, «bianco». Molti studiosi vedono in questo animale l’origine del mito dell’unicorno: visto di profilo a distanza, un orice mostra le due corna perfettamente sovrapposte, e i viaggiatori antichi tornavano raccontando di una bestia bianca del deserto con un solo corno dritto.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodattili
- Habitat
- Deserto sabbioso e ghiaioso, distese aride con vegetazione rada
- Areale
- Penisola arabica: Oman, Arabia Saudita, Emirati, Giordania — tutte popolazioni reintrodotte
- Dimensioni
- 160 cm di lunghezza, 65–75 kg
- Dieta
- Erbivoro — erbe del deserto, germogli, tuberi, meloni selvatici
- Longevità
- 20 anni circa
— Caratteristiche
- 01
Individua la pioggia a decine di chilometri e si muove verso i temporali attraverso il deserto.
- 02
Il mantello bianco riflette la luce, e le zampe scure assorbono calore nelle mattine fredde.
- 03
Lascia salire la propria temperatura corporea di diversi gradi durante il giorno per non sudare.
— Particolarità
Nel 1972 l’ultimo orice d’Arabia selvatico fu ucciso in Oman, e la specie si estinse in natura. Sopravviveva però in un piccolo nucleo di animali raccolti negli anni Sessanta in un’operazione chiamata Operation Oryx, portati allo zoo di Phoenix in Arizona. Da quei pochi esemplari sono nate le popolazioni reintrodotte nel deserto a partire dal 1982. Nel 2011 l’orice d’Arabia è diventata la prima specie al mondo a passare da «estinta in natura» a «vulnerabile»: la Lista Rossa, per una volta, si è letta al contrario.

