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Arca

Orice d’Arabia

Oryx leucoryx

Stato di conservazione IUCN: Vulnerabile· VU
Orice d’Arabia (Oryx leucoryx)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Óryx in greco era il piccone, l’attrezzo appuntito, e per estensione l’antilope dalle corna dritte come punte. Leucoryx aggiunge leukós, «bianco». Molti studiosi vedono in questo animale l’origine del mito dell’unicorno: visto di profilo a distanza, un orice mostra le due corna perfettamente sovrapposte, e i viaggiatori antichi tornavano raccontando di una bestia bianca del deserto con un solo corno dritto.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Artiodattili
Habitat
Deserto sabbioso e ghiaioso, distese aride con vegetazione rada
Areale
Penisola arabica: Oman, Arabia Saudita, Emirati, Giordania — tutte popolazioni reintrodotte
Dimensioni
160 cm di lunghezza, 65–75 kg
Dieta
Erbivoro — erbe del deserto, germogli, tuberi, meloni selvatici
Longevità
20 anni circa

Caratteristiche

  • 01

    Individua la pioggia a decine di chilometri e si muove verso i temporali attraverso il deserto.

  • 02

    Il mantello bianco riflette la luce, e le zampe scure assorbono calore nelle mattine fredde.

  • 03

    Lascia salire la propria temperatura corporea di diversi gradi durante il giorno per non sudare.

Particolarità

Nel 1972 l’ultimo orice d’Arabia selvatico fu ucciso in Oman, e la specie si estinse in natura. Sopravviveva però in un piccolo nucleo di animali raccolti negli anni Sessanta in un’operazione chiamata Operation Oryx, portati allo zoo di Phoenix in Arizona. Da quei pochi esemplari sono nate le popolazioni reintrodotte nel deserto a partire dal 1982. Nel 2011 l’orice d’Arabia è diventata la prima specie al mondo a passare da «estinta in natura» a «vulnerabile»: la Lista Rossa, per una volta, si è letta al contrario.

Prossima specie

Guanaco

Lama guanicoe