Nibbio reale
Milvus milvus

— Da dove viene il nome
Milvus è il nibbio in latino, ed è la parola da cui l’italiano è arrivato per corruzione popolare al suo «nibbio». Il binomio la ripete due volte, come succede spesso alle specie che Linneo considerava tipiche del proprio genere. «Reale» distingue questa specie dal nibbio bruno ed è un giudizio estetico: la coda rossa forcuta, che l’animale usa come un timone continuo, è una delle sagome più eleganti del cielo europeo.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Rapaci diurni
- Habitat
- Campagne alberate, colline, discariche, pascoli
- Areale
- Europa occidentale e centrale, Nord Africa
- Dimensioni
- 60–70 cm, apertura alare 175–195 cm, 0,8–1,3 kg
- Dieta
- Carogne, piccoli mammiferi, uccelli, lombrichi, rifiuti
- Longevità
- 26 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
La coda profondamente forcuta si torce in volo come un timone.
- 02
Fodera il nido con stracci, sacchetti di plastica e panni rubati.
- 03
D’inverno si raduna in dormitori comuni su gruppi di alberi.
— Particolarità
Shakespeare avverte di badare alla biancheria quando il nibbio costruisce il nido, e non era una battuta: la specie foderava i nidi con la roba stesa ad asciugare, e nei nidi moderni si trovano al suo posto sacchetti e stracci di plastica. Nel Novecento era sparita dall’Inghilterra e dalla Scozia, ridotta a poche coppie in una valle del Galles discendenti da una sola femmina; la reintroduzione cominciata nel 1989 con individui spagnoli e svedesi l’ha riportata a migliaia di coppie, ed è uno dei recuperi meglio riusciti della storia della conservazione europea.

