Lupo etiope
Canis simensis

— Da dove viene il nome
Simensis viene dai monti Simien, l’altopiano etiope dove fu descritto per la prima volta. Il nome comune ha oscillato per due secoli — sciacallo del Simien, volpe abissina, lupo etiope — perché nessuno sapeva cosa fosse: il muso sottile e il manto rossiccio dicevano volpe, la taglia e il comportamento dicevano lupo. Il DNA ha dato ragione al lupo, ed è imparentato più con i lupi grigi che con qualunque canide africano.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Praterie afroalpine sopra i 3.000 metri, distese di erica e lobelie giganti
- Areale
- Sette popolazioni isolate sugli altopiani d’Etiopia
- Dimensioni
- 85–100 cm di lunghezza, 11–19 kg
- Dieta
- Carnivoro — quasi esclusivamente ratti talpa e altri roditori d’altura
- Longevità
- 8–10 anni
— Caratteristiche
- 01
È il canide più raro del mondo: restano meno di cinquecento individui adulti.
- 02
Vive in branchi socialmente uniti ma caccia da solo, perché le prede sono minuscole.
- 03
Oltre il novanta per cento della dieta è fatto di roditori scavati fuori dalle tane.
— Particolarità
La minaccia più grave non è il fucile né la scomparsa dell’habitat: è il cane domestico. I cani dei pastori che salgono agli alpeggi portano rabbia e cimurro, e un’epidemia può cancellare metà di una popolazione in poche settimane — è già accaduto più volte negli ultimi trent’anni. Nel 2011 è partita una campagna di vaccinazione orale sui lupi selvatici, la prima al mondo per un carnivoro minacciato. La specie sopravvive grazie a esche vaccinali lanciate su un altopiano a quattromila metri.

