Lucciola comune
Lampyris noctiluca

— Da dove viene il nome
Lampyris viene da lámpō, splendere — la stessa radice della lampada. Noctiluca è latino e vuol dire «che fa luce di notte», da nox e lucere. Il nome dice due volte la luce, in greco e in latino, e non poteva fare altrimenti: di questo animale non c’è nulla da raccontare che non parta da lì. Anche l’italiano «lucciola» è un diminutivo di luce.
— Scheda
- Gruppo
- Insetti · Insecta
- Ordine
- Coleotteri
- Habitat
- Prati, siepi, margini di bosco umidi
- Areale
- Europa e Asia occidentale
- Dimensioni
- Femmina 15–25 mm, maschio 10–12 mm
- Dieta
- Chiocciole e lumache da larva; nulla da adulta
- Longevità
- 2–3 anni da larva, poche settimane da adulta
— Caratteristiche
- 01
La femmina è priva di ali e somiglia a una larva per tutta la vita.
- 02
Il maschio vola e ha occhi enormi, ma emette pochissima luce.
- 03
La larva inietta nelle chiocciole un liquido che le predigerisce.
— Particolarità
La luce che si vede nei prati di giugno è quasi sempre una femmina: non ha ali, resta a terra fra l’erba e piega l’addome verso l’alto per farsi trovare dai maschi in volo. È luce fredda, prodotta dall’ossidazione della luciferina con un’efficienza che sfiora il cento per cento — quasi nessuna energia se ne va in calore, e nessuna lampadina umana ci si avvicina. La larva, che vive due o tre anni, è una cacciatrice di chiocciole: le raggiunge seguendo la scia di bava, le morde iniettando enzimi che sciolgono i tessuti, e poi beve. L’adulto, invece, non ha più bocca funzionante: vive di quello che ha accumulato e si spegne in poche settimane.

