Istrice crestata
Hystrix cristata

— Da dove viene il nome
Hystrix è il greco hýstrix, composto di hys, "maiale", e thríx, "pelo": il maiale irsuto, perché gli aculei non sono spine ma peli modificati e induriti dalla cheratina. Il latino lo prese di peso dal greco e l'italiano "istrice" ne discende senza mediazioni, restando fra i pochi nomi di mammifero europeo giunti fino a noi intatti dall'antichità. L'epiteto cristata rimanda invece alla crista latina, la cresta di lunghe setole erettili che corre dal capo alle spalle e che l'animale solleva quando è minacciato.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Roditori
- Habitat
- Macchia mediterranea, boschi collinari e coltivi
- Areale
- Africa settentrionale e fascia saheliana, Italia peninsulare e Sicilia, dove fu quasi certamente introdotta in epoca storica
- Dimensioni
- 60–93 cm di lunghezza più 8–15 cm di coda, 10–25 kg
- Dieta
- Erbivoro — radici, tuberi, bulbi, cortecce e frutti caduti
- Longevità
- 12–15 anni in natura, fino a 20 in cattività
— Caratteristiche
- 01
Gli aculei arrivano a 35 cm, non sono velenosi e non possono essere lanciati, ma si sfilano al minimo contatto e restano conficcati nell'aggressore.
- 02
Gli aculei cavi della coda, agitati rapidamente, producono un crepitio secco che serve da avvertimento prima dell'attacco.
- 03
Minacciata non fugge in avanti ma carica all'indietro, piantando la groppa irta contro il predatore.
— Particolarità
L'istrice rosicchia ossa. È un'abitudine costante, non occasionale: raccoglie carcasse e frammenti scheletrici, li trascina nella tana e li consuma per il calcio e per limare gli incisivi a crescita continua. Il risultato è che le tane abbandonate contengono accumuli ossei ordinati da nessuna mano, e i paleontologi hanno imparato a cercarli, perché conservano resti di specie estinte raccolti dall'animale nei dintorni. In più di un sito africano, i primi fossili studiati erano stati messi da parte da un roditore notturno con altri scopi.

