Ippopotamo
Hippopotamus amphibius

— Da dove viene il nome
Dal greco hippopótamos: híppos, cavallo, e potamós, fiume. Il “cavallo di fiume” dei Greci, che non avevano un nome proprio per un animale mai visto in patria. L’epiteto amphibius, “dalla doppia vita”, ne registra l’esistenza divisa fra l’acqua del giorno e la terra della notte.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Artiodactyla
- Habitat
- Fiumi, laghi e pozze delle savane, con prati vicini
- Areale
- Africa subsahariana
- Dimensioni
- 3,3–5 m, 1.500–3.200 kg
- Dieta
- Erbivoro — pascola erba di notte, anche per chilometri
- Longevità
- 40–50 anni
— Caratteristiche
- 01
Parente più stretto vivente sono le balene: se ne separò circa 55 milioni di anni fa.
- 02
Passa il giorno immerso per proteggere la pelle dal sole, riaffiorando per respirare nel sonno.
- 03
Nonostante la mole corre a oltre 30 km/h ed è tra gli animali più pericolosi d’Africa.
— Particolarità
La pelle dell’ippopotamo secerne un liquido rossastro, un tempo detto “sudore di sangue”. Non è né sudore né sangue: è un pigmento che funziona da crema solare e da antibiotico insieme, assorbendo i raggi ultravioletti e impedendo alle ferite — frequenti, vista la sua indole rissosa — di infettarsi nell’acqua stagnante. Nasce incolore e vira all’arancio, poi al bruno, esposto alla luce.
