Indicatore golanera
Indicator indicator

— Da dove viene il nome
Il nome, ripetuto due volte, è una descrizione del mestiere: «quello che indica». I primi europei che arrivarono nell’Africa australe raccolsero dai cacciatori locali una notizia che sembrava una favola — c’è un uccello che ti porta al miele — e la registrarono senza crederci del tutto. Il missionario portoghese João dos Santos, nel 1588, fu il primo a scriverla: aveva notato che l’uccello entrava in chiesa a mangiare la cera delle candele.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Picchi e tucani
- Habitat
- Savane, boscaglie, foreste rade
- Areale
- Africa subsahariana
- Dimensioni
- 19–20 cm, 44–55 g
- Dieta
- Cera d’api, larve di api, insetti
- Longevità
- 12 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Digerisce la cera, cosa che quasi nessun altro vertebrato sa fare.
- 02
È un parassita di cova: il pulcino uccide i fratelli adottivi con il becco uncinato.
- 03
Chiama, vola avanti, aspetta, e ricomincia finché non si arriva all’alveare.
— Particolarità
È l’unico animale selvatico al mondo che abbia una conversazione con gli uomini. I cacciatori di miele Yao, in Mozambico, richiamano gli indicatori con un suono preciso — un trillo seguito da un grugnito — e negli esperimenti quel suono ha più che raddoppiato la probabilità che un uccello si presentasse e restasse fino all’alveare, mentre altri versi umani non facevano quasi effetto. Nessuno addestra questi uccelli: imparano da soli, e ogni popolo africano ha un richiamo diverso che gli indicatori del posto conoscono. È una collaborazione fra due specie selvatiche, e una di quelle siamo noi.

