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Arca

Hutia di Cuba

Capromys pilorides

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Hutia di Cuba (Capromys pilorides)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Capromys è «topo cinghiale», da kápros e mŷs, per la mole e il grugno. Hutía è invece una parola taíno, la lingua dei primi abitanti delle Antille, registrata dai cronisti spagnoli nel Cinquecento insieme a barbecue, uragano e canoa: uno dei pochissimi vocaboli di quel popolo, sterminato in due generazioni, che siano arrivati fino a noi.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Roditori
Habitat
Foreste, mangrovie, boscaglie costiere, terreni carsici
Areale
Cuba e isolotti circostanti
Dimensioni
30–50 cm, coda 15–30 cm, 3–7 kg
Dieta
Foglie, cortecce, frutti, lucertole e granchi occasionali
Longevità
11 anni

Caratteristiche

  • 01

    Si arrampica sugli alberi e sulle mangrovie con l’aiuto della coda semiprensile.

  • 02

    È attiva di giorno, cosa insolita per un roditore cacciato dall’uomo.

  • 03

    Digerisce le foglie in uno stomaco complesso, quasi da ruminante.

Particolarità

È l’unica sopravvissuta abbondante di una fauna che le Antille hanno quasi interamente perduto. Prima dell’arrivo dell’uomo i Caraibi ospitavano bradipi terricoli, scimmie, roditori giganti e decine di specie di hutie: quasi tutte si sono estinte fra l’arrivo dei Taíno e quello degli europei con i loro ratti e le loro manguste. Questa specie resiste, e la sua storia recente è stata anche politica — negli anni del periodo speciale, dopo il 1991, la caccia per fame ne ridusse le popolazioni vicino alle città.

Prossima specie

Lepre saltatrice del Capo

Pedetes capensis