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Arca

Gundi

Ctenodactylus gundi

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Gundi (Ctenodactylus gundi)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Ctenodactylus è «dito a pettine», da kteís, il pettine, e dáktylos: sulle dita posteriori porta file di setole rigide con cui si spazzola la sabbia dal pelo. Gundi è il nome dell’animale nell’arabo del Maghreb, raccolto dai viaggiatori europei in Libia. Vive sugli affioramenti rocciosi del Sahara settentrionale.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Roditori
Habitat
Affioramenti rocciosi e falesie desertiche
Areale
Marocco, Algeria, Tunisia, Libia
Dimensioni
16–20 cm, coda 1–2 cm, 170–200 g
Dieta
Foglie, steli, semi, fiori del deserto
Longevità
4 anni

Caratteristiche

  • 01

    Non beve mai: ricava l’acqua dalle piante e si idrata leccando la rugiada.

  • 02

    Prende il sole al mattino sulle rocce e si ritira nelle fessure nelle ore calde.

  • 03

    Comunica con fischi e trilli che rimbombano fra le pareti di pietra.

Particolarità

Dà il nome a uno dei parassiti più diffusi del mondo, e con un errore di ortografia dentro. Nel 1908, all’Istituto Pasteur di Tunisi, Charles Nicolle stava studiando la leishmaniosi su gundi importati dal sud tunisino quando notò nella loro milza un protozoo sconosciuto: lo chiamò Toxoplasma gondii, trascrivendo male il nome dell’animale. Da allora il parassita che infetta un terzo dell’umanità porta ufficialmente il nome storpiato di un roditore sahariano che quasi nessuno ha mai visto.

Prossima specie

Passero domestico

Passer domesticus