Gracchio alpino
Pyrrhocorax graculus

— Da dove viene il nome
Pyrrhocorax è «corvo di fuoco», da pyrrhós e kórax, e si riferisce al rosso del becco e delle zampe, l’unica cosa colorata di un animale interamente nero. Graculus era in latino il nome di un uccello nero simile alla taccola, di origine onomatopeica, ed è la stessa parola da cui viene «gracchiare». Sopra i duemila metri, è il verso che si sente più spesso.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Passeriformi
- Habitat
- Pareti rocciose, creste, rifugi e stazioni sciistiche d’alta quota
- Areale
- Montagne dell’Europa meridionale, Nord Africa e Asia fino all’Himalaya
- Dimensioni
- 36–39 cm, apertura alare 65–74 cm, 160–250 g
- Dieta
- Insetti, bacche, avanzi lasciati dagli escursionisti
- Longevità
- 10 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Nidifica in fessure di roccia fino a oltre seimila metri di quota.
- 02
Vola nelle correnti ascensionali e si lascia cadere in picchiata per gioco.
- 03
Segue i sentieri e i tavoli dei rifugi in gruppi rumorosi.
— Particolarità
È l’uccello che nidifica più in alto del mondo. Sull’Himalaya sono stati trovati nidi sopra i seimila metri, e individui in volo sono stati osservati sull’Everest a più di ottomila: aria in cui un alpinista senza bombola cammina cinque passi e si ferma. Nessuno sa ancora bene come faccia, perché a quelle quote l’aria è troppo rarefatta perché le ali di un corvide di duecento grammi dovrebbero funzionare; ma i gracchi seguono le spedizioni fino ai campi alti e aspettano che qualcuno apra uno zaino.

