Gipeto
Gypaetus barbatus

— Da dove viene il nome
Gypaetus è «avvoltoio-aquila», da gýps e aetós: chi lo descrisse non riusciva a decidere che cosa fosse, perché ha il corpo di un avvoltoio e il volo di un’aquila. Barbatus si riferisce al ciuffo di setole nere sotto il becco. In italiano si è chiamato a lungo «avvoltoio degli agnelli», traduzione del tedesco Lämmergeier, sulla convinzione — falsa — che rapisse gli agnelli e i bambini: è la ragione per cui fu sterminato dalle Alpi.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Rapaci diurni
- Habitat
- Pareti rocciose d’alta quota, canaloni, praterie alpine
- Areale
- Pirenei, Alpi, Balcani, Africa orientale, Himalaya
- Dimensioni
- 94–125 cm, apertura alare 231–283 cm, 4,5–7,8 kg
- Dieta
- Ossa, midollo, carcasse
- Longevità
- 21 anni in natura, oltre 40 in cattività
— Caratteristiche
- 01
Fino al novanta per cento della dieta è osso: nessun altro vertebrato lo fa.
- 02
Lascia cadere le ossa grandi da cento metri su pietraie fisse per spezzarle.
- 03
I succhi gastrici hanno un’acidità vicina a quella di un acido da laboratorio.
— Particolarità
Si tinge. Il petto e la testa degli adulti sono di un arancione caldo che non ha nulla a che fare con il piumaggio, grigio-bianco sotto: l’animale cerca sorgenti e fanghi ricchi di ossidi di ferro e ci si struscia dentro a lungo, deliberatamente. Non serve a mimetizzarsi né a disinfestarsi; l’ipotesi più solida è che sia un segnale di rango, perché gli individui dominanti sono i più rossi e nei siti dove il fango ferroso scarseggia gli scontri per accedervi sono frequenti. È uno dei pochissimi animali selvatici che usino un cosmetico.

