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Arca

Gipeto

Gypaetus barbatus

Stato di conservazione IUCN: Quasi minacciata· NT
Gipeto (Gypaetus barbatus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Gypaetus è «avvoltoio-aquila», da gýps e aetós: chi lo descrisse non riusciva a decidere che cosa fosse, perché ha il corpo di un avvoltoio e il volo di un’aquila. Barbatus si riferisce al ciuffo di setole nere sotto il becco. In italiano si è chiamato a lungo «avvoltoio degli agnelli», traduzione del tedesco Lämmergeier, sulla convinzione — falsa — che rapisse gli agnelli e i bambini: è la ragione per cui fu sterminato dalle Alpi.

Scheda

Gruppo
Uccelli · Aves
Ordine
Rapaci diurni
Habitat
Pareti rocciose d’alta quota, canaloni, praterie alpine
Areale
Pirenei, Alpi, Balcani, Africa orientale, Himalaya
Dimensioni
94–125 cm, apertura alare 231–283 cm, 4,5–7,8 kg
Dieta
Ossa, midollo, carcasse
Longevità
21 anni in natura, oltre 40 in cattività

Caratteristiche

  • 01

    Fino al novanta per cento della dieta è osso: nessun altro vertebrato lo fa.

  • 02

    Lascia cadere le ossa grandi da cento metri su pietraie fisse per spezzarle.

  • 03

    I succhi gastrici hanno un’acidità vicina a quella di un acido da laboratorio.

Particolarità

Si tinge. Il petto e la testa degli adulti sono di un arancione caldo che non ha nulla a che fare con il piumaggio, grigio-bianco sotto: l’animale cerca sorgenti e fanghi ricchi di ossidi di ferro e ci si struscia dentro a lungo, deliberatamente. Non serve a mimetizzarsi né a disinfestarsi; l’ipotesi più solida è che sia un segnale di rango, perché gli individui dominanti sono i più rossi e nei siti dove il fango ferroso scarseggia gli scontri per accedervi sono frequenti. È uno dei pochissimi animali selvatici che usino un cosmetico.

Prossima specie

Nibbio reale

Milvus milvus