Gibbone dalle mani bianche
Hylobates lar

— Da dove viene il nome
Hylobates unisce il greco hýle, “bosco, selva”, e bátes, “colui che cammina”: letteralmente “chi incede fra gli alberi”, ritratto perfetto di un’esistenza tutta arboricola. L’epiteto lar rimanda ai Lari, gli spiriti custodi della casa presso i Romani. Il nome comune “gibbone” giunse in Europa attraverso il francese del Settecento, di origine incerta e forse asiatica, mentre “dalle mani bianche” fissa il tratto più riconoscibile: mani e piedi chiari che spiccano su un mantello per il resto scuro.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Primati
- Habitat
- Foresta pluviale tropicale, nella volta arborea.
- Areale
- Sud-est asiatico: penisola malese, Thailandia, Myanmar orientale, Laos e Sumatra settentrionale.
- Dimensioni
- 42–59 cm, 5–7 kg; privo di coda
- Dieta
- Frugivoro — frutti maturi, foglie e insetti
- Longevità
- Fino a 25 anni in natura, oltre 40 in cattività
— Caratteristiche
- 01
Si sposta per brachiazione, dondolando fra i rami a braccia tese, e può coprire balzi di diversi metri nel vuoto.
- 02
Le coppie sono monogame e difendono il territorio con duetti canori all’alba, in cui maschio e femmina si alternano.
- 03
Il colore del pelo varia dal crema al nero, ma mani e piedi restano sempre di un bianco netto.
— Particolarità
Il segreto dell’agilità del gibbone sta nel polso: possiede un’articolazione sferica, quasi una spalla in miniatura, che lascia ruotare la mano attorno al ramo mentre il corpo oscilla in avanti. Questo adattamento, raro fra i primati, gli permette di attraversare la foresta con un dispendio di energia sorprendentemente basso, come un pendolo che si mantiene in moto. Non stupisce che i gibboni siano considerati i più veloci ed eleganti fra tutti gli animali arboricoli.

