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Arca

Gibbone dalle mani bianche

Hylobates lar

Stato di conservazione IUCN: In pericolo· EN
Gibbone dalle mani bianche (Hylobates lar)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Hylobates unisce il greco hýle, “bosco, selva”, e bátes, “colui che cammina”: letteralmente “chi incede fra gli alberi”, ritratto perfetto di un’esistenza tutta arboricola. L’epiteto lar rimanda ai Lari, gli spiriti custodi della casa presso i Romani. Il nome comune “gibbone” giunse in Europa attraverso il francese del Settecento, di origine incerta e forse asiatica, mentre “dalle mani bianche” fissa il tratto più riconoscibile: mani e piedi chiari che spiccano su un mantello per il resto scuro.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Primati
Habitat
Foresta pluviale tropicale, nella volta arborea.
Areale
Sud-est asiatico: penisola malese, Thailandia, Myanmar orientale, Laos e Sumatra settentrionale.
Dimensioni
42–59 cm, 5–7 kg; privo di coda
Dieta
Frugivoro — frutti maturi, foglie e insetti
Longevità
Fino a 25 anni in natura, oltre 40 in cattività

Caratteristiche

  • 01

    Si sposta per brachiazione, dondolando fra i rami a braccia tese, e può coprire balzi di diversi metri nel vuoto.

  • 02

    Le coppie sono monogame e difendono il territorio con duetti canori all’alba, in cui maschio e femmina si alternano.

  • 03

    Il colore del pelo varia dal crema al nero, ma mani e piedi restano sempre di un bianco netto.

Particolarità

Il segreto dell’agilità del gibbone sta nel polso: possiede un’articolazione sferica, quasi una spalla in miniatura, che lascia ruotare la mano attorno al ramo mentre il corpo oscilla in avanti. Questo adattamento, raro fra i primati, gli permette di attraversare la foresta con un dispendio di energia sorprendentemente basso, come un pendolo che si mantiene in moto. Non stupisce che i gibboni siano considerati i più veloci ed eleganti fra tutti gli animali arboricoli.

Prossima specie

Nasica

Nasalis larvatus