Vai al contenuto
Arca

Ghiro quercino

Eliomys quercinus

Stato di conservazione IUCN: Quasi minacciata· NT
Ghiro quercino (Eliomys quercinus)
Fotografia da Wikimedia Commons · Scheda del file su Commons

Da dove viene il nome

Eliomys viene da eleiós, il nome che i Greci davano al ghiro, più mŷs. Quercinus, «delle querce», indica il bosco dove lo si trovava più spesso. In italiano lo si chiama anche topo quercino, e la maschera nera che gli attraversa gli occhi fino alle orecchie lo rende il più riconoscibile dei nostri gliridi.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Roditori
Habitat
Boschi di latifoglie, frutteti, muretti a secco, baite e fienili
Areale
Europa occidentale e meridionale; in forte contrazione a nord e a est
Dimensioni
10–17 cm di corpo, coda 9–12 cm, 45–120 g
Dieta
Insetti, frutti, semi, uova, piccoli vertebrati
Longevità
5 anni

Caratteristiche

  • 01

    È il più carnivoro dei ghiri: mangia coleotteri, lucertole e nidiacei.

  • 02

    La coda termina in un pennello bianco e nero che può perdere se afferrata.

  • 03

    In letargo da ottobre ad aprile, spesso dentro le case di montagna.

Particolarità

Ha perso più della metà del suo areale europeo in cinquant’anni e nessuno sa esattamente perché. È sparito dalla Lituania, dalla Finlandia, da larghe parti della Germania e della Polonia orientale mentre nella penisola iberica resta comune; le ipotesi vanno dai cambiamenti nella gestione forestale all’aumento delle temperature invernali, che accorciano il letargo e bruciano riserve di grasso. È il caso più imbarazzante della mammalogia europea: una specie che scompare a occhio in un continente pieno di ricercatori, senza una causa dimostrata.

Prossima specie

Ghiro driomio

Dryomys nitedula