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Arca

Geco leopardo

Eublepharis macularius

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Geco leopardo (Eublepharis macularius)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Eublepharis vuol dire «dalle vere palpebre», da eu e blépharon, ed è la sua stranezza principale: quasi tutti i gechi hanno l’occhio coperto da una scaglia trasparente fissa che devono leccare per pulire, questo invece ha palpebre mobili e sbatte gli occhi. Macularius è «macchiato», per le chiazze nere sul fondo giallo.

Scheda

Gruppo
Rettili · Reptilia
Ordine
Squamati
Habitat
Steppe pietrose, deserti rocciosi, terreni argillosi aridi
Areale
Afghanistan, Pakistan, India nord-occidentale, Iran orientale
Dimensioni
20–27 cm compresa la coda, 50–80 g
Dieta
Grilli, ragni, scorpioni, larve, piccoli vertebrati
Longevità
15 anni, oltre 20 in cattività

Caratteristiche

  • 01

    Non ha i cuscinetti adesivi: ha unghie, e non si arrampica sui vetri.

  • 02

    Accumula grasso nella coda, che usa come dispensa nei mesi magri.

  • 03

    È notturno e passa il giorno sotto le pietre, in tane fresche.

Particolarità

È il rettile che ha inventato il commercio dei rettili. Facile da allevare, mite e capace di riprodursi in cattività senza problemi, dagli anni Settanta è diventato l’animale su cui si è costruita l’intera terraristica moderna: oggi ne esistono centinaia di varietà di colore selezionate, e la stragrande maggioranza degli esemplari venduti nasce in cattività invece di essere catturata. È il caso in cui l’allevamento ha davvero tolto pressione alle popolazioni selvatiche, cosa che con altre specie non è successa.

Prossima specie

Geco crestato

Correlophus ciliatus