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Arca

Gatto di Pallas

Otocolobus manul

Stato di conservazione IUCN: Rischio minimo· LC
Gatto di Pallas (Otocolobus manul)
Fotografia da Wikimedia Commons · Voce Wikipedia (it)

Da dove viene il nome

Otocolobus è greco e suona brusco: oûs, ōtós, «orecchio», e kolobós, «mozzato» — dalle orecchie tagliate, per i padiglioni piccolissimi e piantati bassi ai lati del cranio. Manul è invece la parola mongola per l’animale. L’epiteto comune ricorda Peter Simon Pallas, naturalista tedesco al servizio della Russia, che lo descrisse sulle rive del Caspio nel 1776.

Scheda

Gruppo
Mammiferi · Mammalia
Ordine
Carnivori
Habitat
Steppa fredda, semideserto, pendii rocciosi fra i 1.000 e i 5.000 metri
Areale
Asia centrale: Mongolia, Cina occidentale, Iran, altopiano tibetano
Dimensioni
46–65 cm di lunghezza, 2,5–4,5 kg
Dieta
Carnivoro — pika soprattutto, roditori, piccoli uccelli
Longevità
11–12 anni

Caratteristiche

  • 01

    Ha il pelo più fitto e lungo di qualunque felino, con densità doppia sul ventre per stare sulla neve.

  • 02

    Le pupille restano rotonde anche in piena luce, invece di restringersi a fessura come nei gatti.

  • 03

    Le orecchie basse gli permettono di sbirciare oltre una roccia senza rivelare la sagoma.

Particolarità

Ogni tratto del suo aspetto — la faccia larga e piatta, le orecchie schiacciate, l’espressione perennemente indignata che lo ha reso celebre in rete — è un adattamento all’agguato in una steppa senza alberi. Dove non c’è nulla dietro cui nascondersi, l’unico riparo è il profilo del terreno: e allora la testa si abbassa, le orecchie si ritirano, gli occhi restano l’unica cosa che sporge da dietro un sasso. Quella faccia buffa è la forma che prende un predatore quando il paesaggio non gli concede alcun nascondiglio.

Prossima specie

Lontra gigante

Pteronura brasiliensis