Gatto di Pallas
Otocolobus manul

— Da dove viene il nome
Otocolobus è greco e suona brusco: oûs, ōtós, «orecchio», e kolobós, «mozzato» — dalle orecchie tagliate, per i padiglioni piccolissimi e piantati bassi ai lati del cranio. Manul è invece la parola mongola per l’animale. L’epiteto comune ricorda Peter Simon Pallas, naturalista tedesco al servizio della Russia, che lo descrisse sulle rive del Caspio nel 1776.
— Scheda
- Gruppo
- Mammiferi · Mammalia
- Ordine
- Carnivori
- Habitat
- Steppa fredda, semideserto, pendii rocciosi fra i 1.000 e i 5.000 metri
- Areale
- Asia centrale: Mongolia, Cina occidentale, Iran, altopiano tibetano
- Dimensioni
- 46–65 cm di lunghezza, 2,5–4,5 kg
- Dieta
- Carnivoro — pika soprattutto, roditori, piccoli uccelli
- Longevità
- 11–12 anni
— Caratteristiche
- 01
Ha il pelo più fitto e lungo di qualunque felino, con densità doppia sul ventre per stare sulla neve.
- 02
Le pupille restano rotonde anche in piena luce, invece di restringersi a fessura come nei gatti.
- 03
Le orecchie basse gli permettono di sbirciare oltre una roccia senza rivelare la sagoma.
— Particolarità
Ogni tratto del suo aspetto — la faccia larga e piatta, le orecchie schiacciate, l’espressione perennemente indignata che lo ha reso celebre in rete — è un adattamento all’agguato in una steppa senza alberi. Dove non c’è nulla dietro cui nascondersi, l’unico riparo è il profilo del terreno: e allora la testa si abbassa, le orecchie si ritirano, gli occhi restano l’unica cosa che sporge da dietro un sasso. Quella faccia buffa è la forma che prende un predatore quando il paesaggio non gli concede alcun nascondiglio.

