Gallo cedrone
Tetrao urogallus

— Da dove viene il nome
Tetraōn era il nome greco di un grosso uccello di terra da caccia. Urogallus è una latinizzazione del tedesco Auerhahn, dove Auer richiama l’uro, il bue selvatico: «il gallo-toro», per la mole e per il verso. Il nome italiano viene invece dalla convinzione che si nutrisse di cedri, cioè di conifere, e in inverno gli aghi di pino sono davvero quasi l’unica cosa che mangia.
— Scheda
- Gruppo
- Uccelli · Aves
- Ordine
- Galliformi
- Habitat
- Foreste di conifere mature con sottobosco di mirtillo
- Areale
- Scandinavia, Alpi, Pirenei, Carpazi, Siberia
- Dimensioni
- 74–110 cm, apertura alare 90–125 cm, maschi 3,3–6,5 kg
- Dieta
- Aghi di conifera d’inverno, mirtilli, germogli, insetti
- Longevità
- 10 anni in natura
— Caratteristiche
- 01
Il maschio pesa il doppio della femmina e apre la coda a ventaglio.
- 02
Il canto finisce con un rumore di tappo che salta e una raspata.
- 03
D’inverno gli crescono lamelle cornee ai lati delle dita, come racchette da neve.
— Particolarità
Durante l’ultima parte del canto non sente niente. Per due o tre secondi, mentre produce la raspata finale, un lembo osseo gli chiude il condotto uditivo e il maschio diventa sordo: i cacciatori delle Alpi e della Scandinavia lo sanno da secoli e avanzano di tre passi per volta, immobilizzandosi appena il verso finisce. Perché esista quel meccanismo non è chiaro — forse protegge l’orecchio dal proprio stesso volume — ma il risultato è che l’animale più diffidente del bosco, per pochi secondi al giorno, si rende cieco a metà.

